martedì 17 novembre 2015

Liste d'attesa

L'ospedale della mia città mi ha finalmente fatto sapere qualcosa riguardo i tempi d'attesa per un eventuale trattamento di PMA. Allora, ricapitolando: visita prenotata a FEBBRAIO, avvenuta lo scorso OTTOBRE. Lista d'attesa media per il trattamento: 1 anno. Alla prima visita chiedo se ci sono liste d'attesa abbreviate per i casi come il mio; mi dicono che dipende da caso a caso e che mi avrebbero fatto sapere.
Oggi finalmente mi contattano e mi dicono che no, non ci sono vie preferenziali per casi come il mio; hanno liste abbreviate solo per i casi di endometriosi grave o chi ha problematiche tumorali. Se una, come me, ha la sfiga di andare in menopausa precoce non per malattie o operazioni, si cucca un anno di lista d'attesa. "Però signora, io nella vostra posizione, sinceramente ve lo sconsiglio. Non potete aspettare tanto, cercate un ospedale con minori liste che vi prenda in carico". E snocciola una serie di ospedali di città limitrofe, a cui già avevo fatto riferimento a febbraio, e che mi avevano risposto dicendo che non prendevano in carico altri casi, avendo liste d'attesa di oltre un anno solo per la visita. Ok, dottoressa, ne sai meno di me... Grazie per averci provato, so che non è colpa tua, ma fa lo stesso...
Ma dico... che parametri sono quelli scelti da loro per le liste d'attesa? Non avrebbe più senso valutare caso per caso? Capisco che endometriosi gravi e altre malattie debbano avere la precedenza... ma perché non darla anche a chi, come me, a 32 anni rischia la menopausa precoce?
Stasera sono arrabbiata, perché qui mi sembra sempre tutto così difficile... non c'è nessuno che sappia aiutarti, orientarti, indicarti una strada, nemmeno chi lavora nel settore. Mi sento completamente abbandonata, e sto valutando sempre di più l'estero. Mi sento abbandonata anche dalla mia famiglia... oggi al telefono, mentre raccontavo a mia madre di questa assurdità delle liste d'attesa, di come abbia man mano perso fiducia, nel centro che mi ha seguita e che dovrebbe continuare a seguirmi, perché non mi ha consigliata bene (ne ho parlato qualche post fa), perché mi ha dato un protocollo senza senso, nel mio caso, e mi ha fatto sprecare un tentativo, e di come siamo tentati di rivolgerci da subito all'estero, lei mi ha liquidata con un "non penserete mica che andare in una clinica estera sia la panacea di tutti i mali, che vi garantisca un risultato? Credo che dobbiate mettere in conto che probabilmente non avrete mai figli". SBAM. Una travata in faccia assurda. Ero all'aperto, e per non scoppiare a piangere davanti a tutti, ho dovuto sbatterle giù il telefono e respirare a fondo... Ma come si fa a dire alla propria figlia, in questa situazione, una cosa del genere, in quel modo, per telefono? Lo so anche io che forse questo figlio non arriverà mai, è mesi che sento medici pessimisti dirmi di essere realista, che le possibilità sono pochissime. E io sono pessimista di natura... non c'è bisogno che si metta a infierire anche mia madre. So benissimo che l'estero non è una garanzia, ma se a me, per mille motivi, va di tentare, perché tu devi cazziarmi così? Se non hai parole di sostegno da dirmi, perché semplicemente non ti tieni per te i tuoi pensieri e mi liquidi, al massimo, con un "beh, valutate voi"...?
Poi ha provato a richiamarmi, ma non ce l'ho fatta a risponderle. Avevo paura di dire cose di cui mi sarei poi pentita... e poi ora non voglio parlare con nessuno. Vorrei solo andarmene lontano, non pensare a nulla per un po', non sentire gli sguardi curiosi della gente, quelle domande... vorrei non dover più dare spiegazioni a nessuno, sul perché quel giorno non posso lavorare, sul perché non posso accettare quel lavoro proprio a gennaio... vorrei diventare piccola piccola e sparire tra la folla. Essere lasciata in pace...

You forgot your grandmother’s scarf
As you walked away that day in the park
I watched you disappear into the city
Smaller and smaller you faded
That’s that

Say goodbye and don’t look back
So long to happy every after
You are my goodbye
Goodbye girl

(The Civil Wars - Goodbye girl)

giovedì 12 novembre 2015

L'epidemia delle pance

Non credo di essere l'unica, nel "fantastico" mondo dell'infertilità, a evitare in ogni modo qualsiasi occasione mi metta a contatto con coetanee (o più o meno tali) in gravidanza. E certo, si sa che quando cerchi di evitare una cosa, finisce che la noti più di quanto avresti fatto in tempi non sospetti. Tipo, se sei a dieta, ti rendi improvvisamente conto di quante gelaterie, quante pasticcerie ci siano nell'arco di 500 metri da casa tua. Ecco, credo che stia succedendo anche a me, ora, con le pance altrui. O forse è proprio che c'è una vera e propria epidemia di pance... non passa giorno senza che, su Facebook, compaia la foto di un'amica appanzata. Mistero dei misteri, finisce che vedo pure le foto delle amiche appanzate delle mie amiche, anche se non sono nel mio giro di contatti. Ogni volta che un'amica comunica la gravidanza, finisco con l'oscurare il suo profilo. Mica la cancello... ma non posso proprio reggere la fotocronaca delle ecografie, delle foto mensili con maglia alzata, per far vedere quanto cresce... Finirà che le troverò in giro col pupo e davanti alla mia faccia stranita (oddio, ha già partorito?) mi diranno "ma come, non lo sapevi? e sì che ho pubblicato ogni ecografia su Facebook!"... Che poi - e qui non è la freudiana invidia di panza a parlare... - tutta questa mania di condividere tutto sui social non la capisco, soprattutto un momento così intimo. Non dico certo di non pubblicare foto in gravidanza, assolutamente! Ma di non ostentare in quel modo... quello sì. E non vale ovviamente solo per la gravidanza... so tutto delle mie ex compagne del liceo che non vedo da 10 anni. So quanti figli hanno, se sono sposate, divorziate, risposate, che lavoro fanno, dove vanno in vacanza e a fare la spesa, quanto spendono in shopping in un pomeriggio... booooooh!
A volte penso che dovrei togliermi dai social. Mi fa soffrire, vedere la vita "perfetta" delle quasi mamme... mi fa sentire ancora di più che il tempo sta scorrendo, che qui siamo ancora in due. Però in qualche modo, avendo allontanato molte amicizie in carne ed ossa, a cui non ho voluto, non ho proprio potuto spiegare cosa stiamo vivendo, la vetrina di Facebook mi fa rimanere in contatto con il mondo esterno, per quanto in una versione ovattata e un po' "rielaborata". Penso che eliminare anche questo, mi porterebbe a esiliarmi davvero troppo. Fortuna che si può smettere di vedere i post degli amici... amiche appanzate, mi dispiace, ma ho proprio bisogno di oscurarvi... spero di potervi togliere dalla "censura" presto, perché sarò entrata nel vostro fantastico mondo, o perché avrò accettato il mio destino di "non-mamma" con serenità. Ma per ora, benedico la possibilità di oscurarvi, e di oscurare un pochino a me stessa questo immenso dolore.

sabato 7 novembre 2015

Come proteggere la propria fertilità

Ho trovato questo interessante articolo (in english, of course!), in cui si parla dei meccanismi che portano all'invecchiamento della riserva ovarica, di quali spie indicano che sta accadendo e di che cosa si può fare per rallentarlo. Molte informazioni mi erano già note, ma penso valga la pena condividere la conoscenza... Tra le cose consigliate, il massaggio addominale, che ossigena gli organi, e gli impacchi di olio di ricino (castor oil, in inglese, che nulla ha a che fare coi poveri castori!), due cose che sto sperimentando e che, oltre a fare bene (non avevo la pancia così piatta e sgonfia da anni!), sono pure piacevoli... Una volta tanto, qualcosa di rilassante in questo sfiancante cammino nell'infertilità!

Aggiungo l'abstract di uno studio che parla di come la melatonina, in quanto antiossidante, aiuti a migliorare la qualità ovocitaria e ad aumentare la percentuale di fertilizzazione. Si parla di 3mg al giorno, e vitamina E (600mg/giorno). La melatonina in realtà la assumo da un po', perché avevo letto che poteva far bene in questo senso, ma non sapevo nello specifico in che modo... quindi sono contenta di aver trovato lo studio che ne parla!

E' una "guerra"... bisogna mettere su un piccolo "esercito" di accorgimenti per non uscirne completamente sconfitte!

venerdì 6 novembre 2015

E se andassimo direttamente all'estero?

Sono reduce da un paio di giorni infernali, sono stata poco bene e in qualche modo ho dovuto portare avanti lo stesso il lavoro... Oggi sono sfatta, fortuna che è venerdì, anche se temo di dover lavorare anche nel fine settimana, per poter recuperare.

In questi giorni in cui mi sono dovuta concedere del riposo extra, ho bazzicato in parecchi forum sull'infertilità, e ho trovato un paio di casi simili al mio (scarsa riserva ovarica, addirittura una ragazza con scarsa riserva ovarica+problemi maschili, proprio come noi). Mi sono sentita meno "sola", meno "aliena" nella particolarità del mio problema... ma anche tanto triste e arrabbiata, perché i nostri percorsi sono, nella maggior parte dei casi, sovrapponibili. La ginecologa "standard" che per minimo un anno ti ripete di star tranquilla, che non c'è nulla che non vada, poi la "corsa" ai centri di fertilità, le mille telefonate per capire dove andare per non aspettare un anno solo per la prima visita, visto che le nostre ovaie hanno i giorni contati, gli spostamenti fuori regione. Analisi superficiali, la spinta, già da subito, verso l'eterologa, il pessimismo costante di chi ti segue, l'incapacità di seguirti e consigliarti perché sei un caso strano (e sì, col senno di poi, lo ammetto: sono molto arrabbiata con chi mi ha seguita per la prima ICSI, perché avrebbe dovuto consigliarmi di interrompere la stimolazione e di riprovare dopo qualche mese. Invece mi ha terrorizzata, dicendo che mai e poi mai mi avrebbero fatto riprovare e quindi bisognava giocarsi il tutto per tutto... salvo poi farmi dire da una collega che volevano farci riprovare, con un protocollo diverso. Solo che io intanto ho buttato via un tentativo dei 3 che la mia Regione mi passa).
Poi vai all'estero, e si apre un mondo completamente diverso. E non è solo perché si tratta di cliniche a pagamento (per noi, perché per i pazienti del loro Paese sono comprese nel SSN o comunque coperte da assicurazione)... è che sono appassionati del loro lavoro, ci credono, ti spronano, si fermano a pensare, a riflettere sul tuo caso, non ti fanno sentire abbandonata, né una povera pazza che non riesce a rassegnarsi all'evidenza. E poi hanno laboratori all'avanguardia, usano tutte le tecniche possibili adatte al caso (la PICSI, per esempio, nel nostro caso, visto il problema maschile, potrebbe essere utile. In Italia nessuno ce l'ha proposta, nemmeno nella clinica privata in cui abbiamo fatto una visita).
All'idea di riprendere, tra un paio di mesi, il pellegrinaggio di visite, monitoraggi, le alzatacce in treno per andare da chi mi ha trattata con così tanta superficialità, mi sento sinceramente male. Davvero. Infatti sto rimandando... avrei dovuto fare il tentativo questo mese, ma ho deciso di rimandarlo, in primis per consentire al massaggio Maya di fare il proprio lavoro, ma anche perché ho bisogno di raccogliere ancora un po' le forze, prima di affrontare tutto di nuovo.
Eppure, da un po' mi balena in testa questa idea: perché non andare direttamente all'estero, per il prossimo tentativo? Sì, c'è la questione economica, sì, c'è il fatto che dovrei trasferirmi per una decina di giorni almeno... però mi chiedo se abbia senso restare in Italia solo per una questione economica e di "comodità" (mica tanta poi, visto che mi sparo 200 Km solo per fare i monitoraggi), e non per una questione di FIDUCIA.

Sono in fase di riflessione, e avrei bisogno di parlarne con qualcuno, e il qualcuno "eletto" sarebbe ovviamente mio marito. Che in queste settimane, però, è super preso dal lavoro e fa orari indicibili... e poi so già che mi appoggerebbe in qualsiasi decisione, il che è molto molto bello, ma a volte "blocca" il dialogo. "Amore, e se andassimo all'estero?". Risposta: "Per me va benissimo!". "Amore, e se rimanessimo in Italia?". Risposta: "Come ti senti tu, amore". Ecco... in questo momento mi servirebbe un confronto più articolato... Vabbè, c'è tempo... ci rifletteremo su!

lunedì 2 novembre 2015

Scarsa riserva ovarica e problemi di circolazione utero-ovaie

Sto provando sulla mia pelle quali immensi problemi può comportare avere una cattiva circolazione nella zona pelvica. Ora sto lavorando, con buoni risultati, su questo aspetto, e nel frattempo mi sto documentando leggendo materiale per lo più in inglese. Poco fa mi sono imbattuta in questa discussione su un sito che amo molto frequentare, fertilethoughts.com. Lo bazzico da tempo, perché contiene molti topics sul problema dell'FSH alto/AMH basso in età in cui di solito si è fertili... e ci sono molte storie positive. 
Riassumendo, la ragazza che ha iniziato il post che ho condiviso, si è fatta questa teoria, e cioè che una scarsa riserva ovarica possa essere causata dallo scarso afflusso del sangue nelle ovaie, e porta a testimonianza uno studio fatto in questo senso. Ecco come esordisce nel post:

"High FSH is an all too common problem in women having difficulty conceiving, and not just in over 40 women. It is always treated by RE's as a fertility "death sentence". I have been told several times by two different RE's that I should consider donor eggs. My antral follicle count was also very low. (But I've been researching this topic a lot lately. And I have a new theory about the cause of premature ovarian failure (POF) or early menopause. Poor blood flow to the ovaries. Could it really be that simple? I think so. And here's why". 


Ovviamente questa non è la sola possibile causa di scarsa riserva ovarica, aggiungo io, ma è una delle possibili, che, in base alla mia esperienza e a quella di molte donne che raccontano la propria sui forum e sui propri blog, non è particolarmente indagata dai medici, di solito. 

giovedì 29 ottobre 2015

Spread the word: articolo sul Massaggio Maya

E' in inglese, ma in italiano non si trova molto purtroppo... comunque, voglio condividere questo articolo perché lo trovo completo e piacevole da leggere... spread the word, ma soprattutto... provate il massaggio! :)


mercoledì 28 ottobre 2015

Post visita, ovvero: questi medici hanno davvero rotto!

Mi sono presa qualche giorno di pausa, un po' da tutto, a dire il vero, perché reduce da una visita specialistica di cui ancora oggi non riesco a trarre un bilancio positivo o negativo. Era ora di rivedere questa flussimetria, da quando, lo scorso maggio, la "mitica" dottoressa a cui un po' tutte noi infertili, da Torino a Venezia, ci rivolgiamo per avere risposte quando nessun altro riesce a darcele, mi aveva messa in allarme: "hai una flussimetria che definire pessima è un complimento...". Bilateralmente, ovviamente, spiraliformi comprese.
Analisi alla mano, mutazioni genetiche confermate (si tratta di problemi a livello di coagulazione), visita dall'ematologa (sì, quella del post "Ematologa, I love you!") fatta, ecco che inizia il mio viaggio nel fantastico mondo dell'eparina! Una puntura al dì, fino a fine gravidanza (questa l'indicazione dell'ematologa... giusto per farvi capire quanto lei ci creda, e quanto io di conseguenza la ami!).
All'eparina, ormai un paio di mesi fa, ho aggiunto quella che ormai è una dipendenza a cui non voglio rinunciare: il massaggio Maya. Insomma, per farvela breve: ora la mia flussimetria è assolutamente, bilateralmente, spiraliformemente NORMALE. Non ci credeva nemmeno lei... e io ho provato a dirle del mio barbatrucco, del massaggio, ma zero, continuava solo a ripetere "bla bla eparina, bla bla che cambiamento, bla bla continuiamo così". Beh, per un attimo ho creduto di poter cantare vittoria. E invece BAM, ecco immancabile la mazzata! "Comunque guardi, non ci speri sa... le sue ovaie ormai sono andate. Inizi a pensare all'ovodonazione". Ecco, a dire il vero io ci avevo già pensato, a quella, poi ho smesso perché alcuni medici, te compresa, avevano detto di andare avanti ancora con l'omologa... e insomma, non è che questa altalena di su e giù, sì e no, sia proprio facile da gestire... Datemi un po' di respiro, ecco! Avevi trovato una sola possibile motivazione, ovvero la flussimetria disastrosa? Sì. La stiamo risolvendo? Sì. Mi porterà ad avere un figlio? Non lo so, che per l'appunto non è né un sì, né un no. E non lo sai nemmeno tu. E allora lasciami godere questa piccola vittoria, fammi vedere come andrà la prossima stimolazione, e poi se mai dimmi di pensare all'ovodonazione. Eccheccacchio!
Sono tornata verso casa in treno, e più che sentirmi IN treno, mi sentivo SOTTO al treno... e così nei giorni successivi. Inizio a riemergerne oggi, da quando la mia mitica terapista ha avuto un attimo per chiamarmi, e molto pragmaticamente mi ha detto "Beh, ma per forza non ha visto grossi cambiamenti a livello di ovaie: abbiamo appena iniziato a nutrirle! Diamo loro il tempo di riprendersi, poverine!". E' bastato questo per farmi scoppiare a ridere... e per ridimensionare la mazzata della visita.
Stiamo facendo un percorso che sta dando dei risultati? Sì, e sono innegabili. Vogliamo provare a crederci ancora un po'? Ma certo! Però ecco, tutta sta negatività che i medici continuano a buttarci addosso, mica ci aiuta, a noi poor responder! Lo volete capire che siamo consapevoli del nostro stato? Lo volete capire che soffriamo, piangiamo, ci arrabbiamo col destino e con noi stesse a sufficienza, senza che voi ci facciate sentire delle "malate" all'ultimo stadio? Dateci un po' di tregua, non occorre che ogni 5 frasi ripetiate concetti ameni come "menopausa precoce", "sterilità", "ovodonazione". Lo sappiamo, ma abbiamo scelto di fare un percorso, per quanto tortuoso. E o ci accompagnate e ci sostenete, o rifiutateci come pazienti, e amici come prima! Nessuno pretende la vendita di illusioni, da parte vostra; ma un po' di sostegno nella lotta, questo sì.

giovedì 22 ottobre 2015

Quanto pesa il cuore? #2 - Del perché è meglio non entrare nel reparto bambini quando si è infertili

Si prospettano giornate pesanti. Una cara amica, che nulla sa del mio percorso (ma che se non è del tutto cieca, qualcosa sospetterà pure), ha appena saputo di aspettare un maschietto. Sapevo da qualche mese della gravidanza, e sono sincera: finora ho fatto di tutto per evitarla. Per un misto di cose diverse... la paura di affrontare una pancia altrui, soprattutto se quella pancia è della persona a cui per anni hai confidato tutto, e con la quale all'improvviso hai alzato un muro. La paura di farmi scappare qualcosa, una parola, una frase che possa far capire. La paura di non riuscire a esprimere abbastanza gioia (a comando) in un momento così felice della sua vita, e di passare quindi per la stronza di turno, che non sa gioire della felicità altrui. E forse sì, è un po' così, sono effettivamente un po' stronza, ma vorrei vedere chiunque altro, al posto mio...
Comunque. Ormai è diventato impossibile evitarla. A questo punto, ho preso coraggio e ho pensato di proporre un pomeriggio tra amiche, invitandone altre due, in modo da non essere da sola con lei (ecco, quello sarebbe stato lo scenario peggiore). Così, questo sabato è il nostro turno: un tè tra amiche, per festeggiare mamma e bambino. Riuscirò a sorridere, a fare domande su come procede la gravidanza, sui piani futuri, a bere té e mangiare pasticcini come se tutto fosse normale, mentre dentro di me si scatenerà l'inferno? Sinceramente, ne dubito. Ma ho mostrato risorse inaspettate in questi ultimi mesi di vita, e spero che queste risorse inaspettate non mi abbandonino proprio questo sabato!
Intanto, per allenarmi alla sofferenza (come se non avessi fatto abbastanza palestra finora...), oggi sono andata da H&M a prendere un pensierino per il bimbo. Mica posso presentarmi a mani vuote... e poi avere un regalo da scartare e commentare può portare via un buon quarto d'ora. Su un'ora e mezza di incontro, è già qualcosa! Entrare nel reparto bambini di H&M è una discreta tortura, sotto parecchi punti di vista. Intanto ci sono vestitini bellissimi. Poi, con Halloween alle porte, era tutto un tripudio di mascherine, vestitini da principesse e tutine da scheletro (sì, perfino quelle mi sembravano tenere!). Ma la cosa peggiore è l'esercito di mamme appanzate con cui ti trovi a dover condividere espositori minuscoli per minuscoli vestitini. Nella zona neonati, oggi, con me, erano presenti nell'ordine: una mamma appanzata (ancora poco, per la verità) accompagnata dalla classica amica che parla a raffica (ve lo giuro, io la voce della futura mamma non l'ho proprio sentita), evidentemente mamma a sua volta e dispensatrice di consigli su calzini, chenonsonomaiabbastanza, bavaglini, chenonsonomaiabbastanza, tutine, chenonsonomaiabbastanza; una futura nonna con figlia appanzata al seguito, tutta un cinguettio di felicità e occhiate di orgoglio verso la prole in grado di dar vita ad altra prole; una mamma evidentemente di almeno 3 figli, carrello pieno di abitini di taglie comprese tra i 10 anni e i 6 mesi, con borse (della spesa e sotto gli occhi) al seguito e occhio perennemente puntato sull'orologio, per la quale, nonostante tutto, ho provato una grande simpatia.
Prendere in mano le tutine, per una "mamma con incognita" come sono io, è un po' come prendere in mano una castagna appena tolta dal forno. Scottano, scottano tantissimo quelle tutine. Si cerca di tenerle in mano il minimo possibile, si valutano velocemente i disegni che le abbelliscono (tanto, diciamocelo: non è che al bimbo importi molto se indossa qualcosa con delle nuvole sorridenti, delle giraffe di colori improbabili o dei dinosauri stile pop-art), si gira il cartellino della taglia in fretta, alla ricerca di quell'1-2 mesi che si ipotizza possa andar bene per un bimbo appena nato, e si incappa ovviamente prima in tutte le altre taglie. Quando finalmente si trova la taglia, via di corsa alla cassa! Le altre appanzate ti guardano pensando "che fretta ha questa, dovrà andare a prendere i figli a scuola!". Se sapessero... che poi magari boh, qualcuna di loro lo sa. Qualcuna sarà stata una "mamma con incognita" come me, prima di restare incinta, una di quelle che non sanno se mai avranno figli, se la scienza le potrà davvero aiutare...
Comunque, nel dubbio, ho preso un pezzo che comprende body, pantaloncini, tutina intera e magliettina a maniche corte... praticamente tutto quello che potrebbe fargli indossare nei mesi successivi alla nascita. E speriamo in bene, perchè se volesse cambiarlo, sarei costretta 1. a rivedere lei; 2. a tornare nel reparto bambini di H&M... Nel frattempo, da qui a  sabato ho deciso di dedicarmi con costanza alla meditazione. Speriamo che aiuti!

giovedì 15 ottobre 2015

Quanto pesa il cuore?

Oggi il mio cuore pesa tantissimo. Ricordo momenti di immensa felicità in cui il mio cuore sembrava così leggero da poter prendere il volo. Il primo bacio con quello che sarebbe diventato il mio futuro marito, per esempio. Il primo "ti amo" sussurrato, l'ingresso nella nostra casa e il mazzo di fiori che mi aspettava al suo interno, le lacrime di gioia del giorno del nostro matrimonio. Solo che ora non riesco proprio più a farlo volare, questo cuore, sento solo un macigno nel petto, e ho paura che non possa più riprendere a volare.
Nelle ultime notti ho sognato più e più volte volti e luoghi della mia adolescenza. Ho sognato le amiche del cuore, perse di vista dopo il liceo, il primo, immenso amore (ma quale amore adolescente non lo è?), che mi veniva incontro con un bicchiere di spumante in mano, e con lui tutti i vecchi amici, a brindare con me, ad accogliermi felici. Credo di avere voglia di tornare indietro, da un certo punto di vista. Non tanto all'adolescenza, a quegli amici, a quel primo amore, anzi! Credo di aver voglia di tornare a quella leggerezza che non sono più riuscita a provare, alla capacità di sognare un futuro migliore, che ho completamente perso in questo 2015.
Se mi chiedessero ora che cosa significa, per me, diventare adulti, risponderei che significa diventare pesanti. Muoversi nel mondo come degli elefanti, fino al punto di preferire rintanarsi in casa, perché muoversi là fuori, se si è degli elefanti, non è facile. Tutti ti guardano, ti giudicano, si aspettano che tu sia leggero e rida, ma come fai? Sei un elefante, e puoi solo inciampare, o rompere qualcosa, o farti male.
La scoperta della nostra infertilità mi ha resa così. Il mondo, là fuori, si aspetta di vedere la vecchia me. Io invece ormai sono un elefante, e non ho la voglia, il tempo, le energie per andare là fuori a giustificarmi. Ogni volta che capita un'occasione ufficiale, non rimandabile, mi vesto di coraggio e ci provo; ma le ultime occasioni sono state davvero penose per me, e sono dovuta andarmene con la scusa di un mal di testa, tanto mi sentivo fuori posto.
Ma è sbagliato sentirsi così, nella nostra situazione? O è "giusto", nel senso che posso permettermelo, di sentirmi così, che sono giustificata"? Io non lo so, davvero. Fino a qualche tempo fa mi sentivo in colpa, per questo. Sentivo di non essere abbastanza forte, e me ne davo una colpa. Ora non ho più nemmeno la forza di sentirmi in colpa. L'elefante ha vinto, e me ne resto in casa, il più possibile. Non so quanto resisterò, in questa condizione. Forse un giorno mi sveglierò e capirò che bastava scrollarsi, per far sparire l'elefante e far tornare la vecchia me. Ma per ora non riesco a farlo...

When we'll wake up, some morning rain will wash away our pain,
When we'll wake up, some morning rain will wash away our pain,
'cause it never began for us, it'll never end for us,
'cause it never began for us, it'll never end for us.

(Rainbow - Elisa)

mercoledì 14 ottobre 2015

Tesoro, mi regali un anello???

Non sono mai, e dico MAI riuscita in vita mia a prendere per un intero ciclo la temperatura basale. E' davvero più forte di me... la mattina mi sveglio, e mica mi ricordo di farlo. Mi alzo, faccio mille cose, e poi "oddio, non ho preso la temperatura!". Ora, lo so che nel nostro caso non ha molto senso, prenderla. Ormai siamo così "avanti" nel mondo dell'infertilità che abbiamo abbandonato ogni speranza "naturale". Però sarei curiosa di vedere com'è, questo ciclo. Nel mio nuovo libro preferito (sempre quello: La cura dell'infertilità), la dottoressa Lewis spiega quanto sia importante conoscere a fondo il proprio ciclo, anche per formulare una diagnosi (stiamo parlando di MTC, ovviamente). Quindi invita le sue pazienti a utilizzare il metodo della temperatura basale e a confrontare i grafici pre e post trattamento. Spiega anche come sono fatti i grafici di chi resta incinta... cavolo, una così può saperlo anche pre-test!
Comunque, di recente ho ripreso in mano questa idea, mi sono informata sull'esistenza di termometri appositi (sì, esistono, no, non sono sicura che vadano tanto meglio dei tradizionali termometri che sono presenti in tutte le case. So solo che il mio termometro fa schifo...) e ci ho riprovato, ma nada. Ho misurato per due mattine, poi basta. Me ne sono dimenticata. Poco fa ho letto un paio di articoli in inglese sull'infertilità (una volta leggevo i classici, in lingua originale... i tempi sono decisamente cambiati!) e... TA DAAAAN! Cosa ti trovo??? Un nuovissimo metodo per misurare facilissimamente e costantemente la temperatura interna! Un anello vaginale termosensibile che misura la temperatura ogni 6 minuti, invio i dati all'apposita APP su telefonino, e il grafico si fa da solo!
Così sono andata sul sito del produttore, eccolo qui! Al momento stanno raccogliendo quote in prevendita (deve essere una start up o qualcosa del genere), e le prime spedizioni saranno in dicembre, in tempo per Natale... il periodo più romantico dell'anno! In più ti manda un SMS quando stai per ovulare... Davvero, questo è l'unico anello che vorrei in regalo da mio marito! =D
Allora, ha dei contro non indifferenti: 1. il costo 2. dura solo un mese! 3. il costo, visto che dura solo un mese! :/ Visto che la tecnologia è nota per essere molto costosa all'inizio, e diventare poi alla portata di tutti (vabbè, a parte quella della Apple, ma è un discorso a parte!), la speranza è che nel giro di qualche anno il costo diminuisca, e le donne inizino a raccontare alle proprie figlie cose tipo "ah, ai miei tempi... si faceva tutto con termometro, carta e penna!". Io ci sto facendo un pensierino... in fondo per ora basterebbe misurare la temperatura per un solo mese. E poi mi immagino mentre leggo l'SMS durante una riunione di lavoro... scusate, sì ecco, un'emergenza, devo andare! Oddio, sì, LO VOGLIO! :)

martedì 13 ottobre 2015

Anterocosa? Ovvero, della posizione dell'utero

Succede che questa mattina presto sia finalmente l'ora del mio massaggio addominale Maya settimanale. Non andavo dalla mia terapista da due settimane, perché durante il ciclo il massaggio non si fa, quindi la scorsa settimana non ci siamo viste. Inizio a raccontarle tutte le novità, soprattutto la visita e i 5 follicolini, le accenno dell'FSH e le dico che mi fa star male, quel valore, ma che non voglio soffermarmici troppo sopra. E lei intanto inizia a massaggiare. In queste settimane, via via che prendevo confidenza con la mia pancia, massanggiandola, con i suoi punti dolenti, con quelli non più dolenti, con certe escrescenze che forse sono aderenze da sciogliere, forse sono pezzetti del mio corpo che è giusto che siano lì, ho iniziato a chiedermi dove si trovassero esattamente il mio utero e dove le ovaie, se fosse possibile per me sentirle, durante il massaggio. Nel corso della prima seduta, solo massaggiandomi lei mi aveva detto che il mio utero era retroversoflesso, cosa che sapevo dalla mia prima visita ginecologica. Così le ho chiesto di indicarmi dove si trovasse. Mentre mi spiegava la posizione dell'utero e delle ovaie facendo "disegnini" sul mio corpo, le dico "Sai, all'ecografia di pochi giorni fa mi hanno detto che il mio utero è ante... antero qualcosa... Così vorrei capire bene dove si trova e vedere se nel tempo sento delle modificazioni, per capire quando si raddrizza".
Momento di pausa della terapista, che smette di disegnare le ovaie sulla mia pancia e mi dice: "TI-HANNO-DETTO-CHE-E'-ANTIVERSO?".
Sì... "Ma allora è già tornato in posizione!". Alèèèèèè, evviva il mio utero che dopo 1 solo mese di sedute di massaggio, si è riallineato!


Ecco spiegato quindi lo scorso ciclo, diverso da tutti gli altri... Doloroso, senza essere insopportabile, ma con una sensazione di mal di pancia e mal di schiena a livello lombare che non ero abituata a sentire. Secondo la terapista, essendosi allineato e raddrizzato l'utero, dopo anni in cui è stato retroversoflesso, verso sinistra, la nuova posizione, aggravata dal peso dell'utero durante il ciclo, ha fatto sì che i legamenti che lo tengono in posizione fossero "tirati", e quindi mi dessero fastidio a livello lombare. Un ciclo con pochissimi coaguli, io che ero abituata a vederne tanti... questo perché essendo in posizione, lascia fluire più facilmente il sangue, evitando che coaguli (oddio, forse la descrizione non è proprio scientifica... ma è quanto ho capito!).
Inutile dire che da ieri continuo a pensare al mio utero finalmente dritto, e mi sento in qualche modo più equilibrata in generale!


domenica 11 ottobre 2015

Ematologa, I love you!

Domenica mattina, ore 9. Mi sto vestendo per andare a fare colazione in pasticceria (eh sì, ogni tanto ci sta... e dopo la botta dell'FSH ne avevo decisamente bisogno) quando suona il telefono. Numero sconosciuto, ma prefisso noto. Lo stesso della città in cui si trova la mia clinica di PMA di fiducia. Saranno loro, di domenica mattina? Ma se non sto nemmeno facendo la stimolazione (né ho ancora deciso quando farla... dicembre col rischio di rovinarsi le feste? Gennaio, anno nuovo stimolazione nuova?). Che sia un call center di Sky o menate varie? Vabbè, rispondo.
Incredibile ma vero, è lei, la mia mitica ematologa! Ha ricevuto il mio fax di venerdì con i risultati delle analisi del sangue a due mesi dall'assunzione di eparina (ogni due mesi le devo rifare) e mi chiama per dirmi che va tutto bene e per sapere come sto. UN MEDICO CHE MI CHIAMA DI DOMENICA MATTINA (ANCHE) PER SAPERE COME STO? Ma io ti amo, ematologa!
Le racconto un po' come va e come sono messa (la prossima ICSI sarà tra qualche mese, ecc ccc) e lei mi interrompe chiedendomi "sta facendo prendere l'acido folico a suo marito, vero? Mi raccomando eh, dateci dentro, che magari questo bambino arriva naturalmente! Dai dai, si compri già le calze graduate (le dovrò portare per tutta la gravidanza, se mai ci sarà una gravidanza, sic!) che portano bene. Quelle belle, eh, autoreggenti, mica quelle cose da nonna ammazza-desiderio". Eh vabbè, ematologa, non ti amo solo perché mi hai fatto una super visita e mi hai dato consigli e speranza quando ormai non ne avevo più, o perchè mi chiami la domenica per dirmi di proseguire con la terapia, che le analisi vanno bene. Ti amo anche perché ogni volta mi fai ridere un sacco, mi aiuti a sdrammatizzare questa situazione così pesante... e perché tu credi davvero che io ce la possa fare.

La doppia brioche (una alla crema e una al pistacchio) stamattina l'ho mangiata in tuo onore. Meglio se non te lo dico però, visto che alla visita mi avevi chiesto di mettermi un po' a dieta. Ok, un po' l'ho aggiunto io. A dieta sul serio. Ematologa, perdonami, ma ogni tanto devo sgarrare... ne va della mia salute mentale!

venerdì 9 ottobre 2015

12,5

Quest'anno, nell'ordine, ho dovuto affrontare una malattia bruttissima, in famiglia, la peggiore che si possa immagine... soprattutto su un bambino. E la diagnosi di un'infertilità doppia, a 32 anni. Ho dovuto affrontare medici assolutamente incompetenti, che per due anni mi hanno ripetuto di stare tranquilla, che tutto era a posto, di rilassarmi, le domande della gente - e allora, quando tocca a voi? -, visite su visite, analisi, prelievi, punture, flebo, porte chiuse in faccia, anestesie, ecografie, corse in treno, sveglie che suonavano alle 5, la delusione di un transfer mancato, medici che parlano di ovodonazione come se parlassero di una nuova pizzeria da provare in centro. L'ho fatto, ce l'ho fatta, e nonostante tutto il dolore, in questi ultimi mesi ho ritrovato un po' di me stessa, della mia forza.
Ma stamattina proprio non ce la faccio. Stamattina ho bisogno di crollare e di piangere. Sono arrivati i risultati degli esami ormonali, e l'FSH al terzo giorno era a quota 12,5. Di nuovo. Alto. 
L'ultima volta, lo scorso aprile, era a 6,6. Davvero speravo che le medicine, gli integratori, l'agopuntura, il massaggio Maya, che la mia rinnovata tranquillità avessero contribuito a qualcosa. E invece sono di nuovo al punto di partenza. 12,5 è troppo. E' troppo per sperare che qualcosa stia migliorando, è troppo da sopportare. Non ce la faccio più. Oggi ho voglia di arrendermi, e basta. Oggi penso che sia tutto inutile, che sia una battaglia troppo grande per me. 

mercoledì 7 ottobre 2015

Buone notizie?

Stamattina ho avuto la prima visita nel reparto PMA dell'ospedale della mia città. L'avevo prenotata a febbraio... e visti i mesi di attesa, nel frattempo ho preferito andare avanti per altre strade, in un'altra città. Ma quella visita non l'avevo cancellata... non si sa mai, no?
Così stamattina mi sono presentata alla visita, da sola (mio marito è fuori città per lavoro), puntualissima. E agitatissima. Sì, perché anche se ormai di visite ne ho fatte a decine, anche se ormai so qual è la nostra situazione... ecco, non mi sono ancora abituata. E poi le brutte notizie possono sempre essere in agguato, la situazione può anche peggiorare.
Le dottoresse che mi hanno accolta mi sono piaciute subito, a pelle. Ho mostrato loro i vari esami, mi hanno tempestata di domande, e ogni tanto, per farmi coraggio, mi dicevano di stare tranquilla, di non essere così agitata. Quando è stata l'ora di mostrare l'AMH - eeeeehhhh, il "meglio" lo si tiene per la fine! - ho iniziato a balbettare numeri mescolati alle parole "menopausa", "precoce", "terrore", "incubo". Al che una delle due mi ha fissata, e mi ha detto "Signora, stia tranquilla. Noi qui prendiamo in cura anche donne che hanno il valore dell'AMH a zero. E' un valore da prendere con le pinze, soprattutto perché lei ha 32 anni, e i suoi ovociti, anche se pochi, sono pur sempre quelli di una 32enne". Ecco, io l'avrei abbracciata in quel momento! Impossibile non confrontarla con la prima dottoressa che ci ha visitati, nell'altra città: prima visita in assoluto in un centro fertilità, ci ha praticamente cacciati bollandoci come "caso senza speranza", tra un'espressione schifata e l'altra. E ora, nell'ospedale pubblico della mia città - con tutto quello che si dice, di male, della sanità pubblica - trovo persone disposte a prendersi cura di noi, a lottare con noi... Non ci speravo proprio, credevo che non ci avrebbero presi in carico!
Il caso ha poi voluto che oggi fosse anche il mio terzo giorno di ciclo... quindi, di corsa a fare gli esami ormonali e poi una eco. Dai, l'eco non è andata male... Nel ciclo della ICSI, quello di luglio, i follicoli erano 3. Oggi sono 5. Quasi raddoppiati! L'endometrio è a posto (con tutta l'eparina che prendo, spero bene che sia a posto!), e in passato era sempre un po' scarsino... Anche le misure delle ovaie, che sono piccoline ormai, poverine!, tutto sommato mi hanno rincuorata. La cosa che mi lascia sempre perplessa, è che queste misurazioni, fatte sì con strumenti, ma comunque sempre guidati dalla mano di un medico, potrebbero essere imprecise. Nel bene e nel male... Io comunque ho proprio deciso di trattenere solo il meglio, in questo percorso, e di lasciare andare il peggio. Quindi queste misure e questi follicoli me li tengo ben stretti... sperando che anche gli ormonali fatti oggi diano buoni esiti!
Gli accordi sono di aspettare gli esiti degli ormonali e di altri genetici che ci hanno chiesto di fare in aggiunta, e di rivederci poi per una proposta di percorso, in cui ci verranno comunicati anche i tempi di attesa. Per il momento, i tempi standard sono di un anno. Ho chiesto se nel nostro caso, vista l'urgenza della riserva ovarica, è prevista una lista d'attesa minore. Mi hanno detto che lo vedranno solo una volta raccolti tutti i dati. Sapete una cosa? Per una volta, non mi dispiacerebbe dover aspettare, come tutte le altre persone. Significherebbe che non sono un caso disperato, che c'è ancora tempo... Certo, se comunque mi facessero passare un po' avanti, non sarebbe male! :)
Intanto abbiamo un tentativo già previsto fuori regione; il sogno è che per un po', non ne servano altri, passato questo. Ma se servissero, spero che ci sia la possibilità di fare un tentativo anche qui, a 10 minuti da casa, invece che a 2 ore di treno!
Una cosa che mi lascia l'amaro in bocca è stato scoprire che queste liste d'attesa esagerate sono dovute al fatto che il reparto è assolutamente sottodimensionato. C'è una sala visite, una coppia alla volta... faranno 4 o 5 coppie a mattina. Troppo poche rispetto all'esigenza reale... La sanità della mia Regione è ben vista a livello nazionale... perché proprio sulla PMA si taglia così tanto?

lunedì 5 ottobre 2015

33esimo giorno...

Oggi siamo a quota 33 giorni di ciclo. Potrebbe essere un bene (magari sono incinta - seeeeeee, credici!), potrebbe essere un male (magari sto "solo" andando in menopausa), potrebbe non essere nulla (il cambio di stagione, le terapie che sto facendo... un banale ritardo). Dopo aver "sprecato" parecchi test di gravidanza, in passato, ho deciso che non avrei mai più fatto un test, salvo arrivare a minimo una settimana di ritardo. Il problema è calcolarla, sta settimana, con un ciclo irregolare come il mio! Sono passata dai 28, ai 21, ai 26, ai 24... negli ultimi 9-10 mesi, mi ero attestata su una media di 26. "Prima il ciclo si accorcia, poi si allunga, poi inizia a saltare e poi sparisce". Questa è stata la previsione, gentilmente offertami da una giovane dottoressa alla mia prima visita in un centro per la fertilità, sull'uscio della porta, mentre stavo cercando di mantenere un contegno nell'affollata sala d'aspetto e insieme di soffocare le lacrime che trattenevo ormai da un'ora, dal momento della diagnosi di scarsa riserva ovarica e dall'immediato suggerimento "signora, esiste l'eterologa"... Ecco, forse sto entrando nella seconda fase, quella in cui il ciclo inizia ad allungarsi. Il mese scorso 31 giorni, questo siamo a quota 33 e ancora non si vede nulla. Se si allunga con questa velocità, mi troverò in menopausa tra pochi mesi...

Ieri, in un impeto di ottimismo, mi sono messa a fantasticare... e se l'eparina e i mille integratori avessero avuto effetto, e se fosse successo il miracolo... ma ho cercato subito di cancellare l'ondata di felicità e di calore che stava cogliendo alla sprovvista la mia anima, ormai abituata al gelo di questi mesi, allietato solo da brevissimi scorci primaverili (una cena con il mio amore, il sorriso di un bambino sconosciuto, il mio gatto che "impasta" la coperta che ho sui piedi, facendomi il solletico, e poi sì, ok, lo ammetto: quel cup cake doppio cioccolato che mi mangio ogni tanto di nascosto, alla faccia della dieta!).

Si prospettano giorni duri: domani avrò una visita al centro per la fertilità dell'ospedale della mia città (prenotato a febbraio... al punto che mi ero quasi dimenticata di averlo fatto!), so che dovrò ripetere tutta la tiritera, so che dovrò stare a gambe aperte per un po' davanti a medici sconosciuti, so che mi diranno che non possono fare molto, per me, e probabilmente nemmeno mi prenderanno in carico; poi, come se non bastasse, "devo" andare a trovare un'amica che ha partorito da poco. Dico devo, tra virgolette, perché in realtà voglio. Solo che farà male... Così sto cercando di prendere coraggio, e di affrontare i prossimi due giorni col sorriso, nonostante il ciclo che non arriva e ti illude, ma poi arriverà e anche se sei preparata, sarà la solita, enorme botta; nonostante i medici che domani mi guarderanno e scuoteranno la testa con disappunto (manco fosse colpa mia, quello che sto vivendo...); nonostante il contrasto stridente tra il dolore sordo e continuo che provo nell'anima, e la gioia del sorriso di una mamma che stringe tra le braccia il proprio bambino...

La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti 
(Soren Kierkegaard)


Aggiornamento delle 20.00: ciclo arrivato... quindi non sono incinta (e chi ci sperava davvero?), ma non sono nemmeno in menopausa! 1-1, palla al centro... e si ricomincia! 

venerdì 2 ottobre 2015

Cambio di stagione

Quella di oggi è decisamente una giornata autunnale. Un vento pazzesco, fuori casa, e parecchio freddo (anche se so di non fare testo... da giorni, in casa, giro con le felpone più pesanti del mio armadio, e ho già la trapunta sul letto...). Vien voglia di divano, coperte e tisane... Così, approfittando di un'oretta libera dal lavoro, mi sono dedicata a un restyling completo del blog!

Lo volevo fare da tempo, per personalizzarlo... ho bisogno di sentirlo "mio", di riappropriarmi perfino di questo strumento, in questo percorso in cui cerco di riappropriarmi del mio corpo e della mia vita. 

riappropriarsi v. intr. pron. [der. di appropriare, col pref. ri-] (io mi riappròprio, ecc.). - [riprendere possesso di un bene o di un diritto che si era perduto, con la prep. di: r. di una somma, della libertà] ≈ recuperare (ø), rientrare in possesso, riguadagnare (ø), rimpossessarsi, riottenere (ø), riprendersi (ø). ‖ riconquistare (ø). ↔ riperdere (ø).

mercoledì 30 settembre 2015

-3 al prossimo ciclo...

Stando ai miei calcoli, tra più o meno 3 giorni dovrebbe arrivare il ciclo. Sintomi: depressione infinita, brufoli. Il resto del corpo, tace. Non so mai se sia un buon segno... fino a un paio di mesi fa, la settimana precedente il ciclo il seno mi faceva malissimo. Lo scorso ciclo (31 giorni, parecchio abbondante... sia benedetta l'eparina!), così come questo, che credo sarà molto simile al precedente, anche come durata (sono al 28esimo oggi), niente di niente. Dolore al seno zero. In realtà pochissimo mal di testa, che di solito mi accompagnava costantemente prima del ciclo. Ora, non so come interpretare tutta questa assenza di segni... ma un libro interessantissimo che sto leggendo, "La cura dell'infertilità" di Randine Lewis  (sì, sì, lo so: chiunque viva l'infertilità, ha preso tra le mani questo libro. Chenoiachebarbachenoia! A me però sta piacendo moltissimo...), dice che quando un corpo è in equilibrio, il ciclo non dà alcun disturbo. Nemmeno i crampi mestruali. E dire che veniamo cresciute con l'idea che il ciclo deve farci soffrire, che è normale stare malissimo in quei giorni... come fosse una vera e propria malattia! Sarà mica una visione - passatemi il paragone un po' forte - troppo "cristiana" e maschilista della cosa? La sessualità, la femminilità viste come qualcosa che porta sofferenza, da tenere nascosta... Questo concetto esasperato della sofferenza come qualcosa di giusto, come un modo per "espiare" un peccato (l'essere femmina?), tipico di una concezione occidentale. E quindi cristiana. E' queste la più grande differenza che noto con la filosofia e la spiritualità occidentali: lì è tutta una ricerca di armonia e di equilibrio, qui e ora. Non nella prossima vita.

Sarà che questo percorso nell'infertilità mi sta portando a condurre un percorso dentro me stessa, non solo fisico - per forza di cose, una diventa improvvisamente consapevole del proprio corpo e dei suoi meccanismi, e non è per forza un male! - ma soprattutto emotivo e psicologico, ma in questo momento mi sento molto vicina ad approcci diversi dal regolare... Agopuntura, medicina cinese, massaggio Maya... quando esco da una seduta di massaggio Maya, quando parlo con l'agopuntore... poi mi sento bene, a 360 gradi. Non solo fisicamente, non solo emotivamente. E qualsiasi sarà il risultato di questo percorso, sono contenta di averlo iniziato... 

mercoledì 23 settembre 2015

Permessi necessari!

Finalmente è arrivata la risposta! Sì, occorre il "permesso" dalla propria Regione per poter eseguire dei trattamenti di PMA in un'altra Regione. Almeno, così è per la mia... Ci si deve recare al proprio distretto sanitario, con la documentazione rilasciata dalla clinica. Vi farò sapere quanto agevole sarà ottenere questo permesso, perché per ora non ho documenti da portare. Presumo che farò il tutto dopo la visita di programmazione.

Per il resto... la mia terapia addominale Maya prosegue molto bene! La pancia ora è più morbida, malleabile, meno dolorante. Ho anche meno fame, ma non so se c'entri la terapia o se sia colpa dell'ansia... La sera, io e mio marito ci sdraiamo sul letto, ci cospargiamo la pancia di olio di mandorle e poi via, sincronizziamo i movimenti e il respiro, in una specie di danza che trovo romantica e intima. Basta non soffermarsi sul pensiero che tutto questo è una "costrizione", che le altre coppie non lo devono fare, non devono prendere mille integratori, stare attente alla dieta, fare un sacco di esami solo per sperare di avere un bambino... Ecco, basta non pensare a questo, ma pensare a questi gesti come a un modo per prendersi cura di sé. Così, la prospettiva cambia radicalmente, e tutto appare più leggero.

giovedì 17 settembre 2015

PMA fuori regione... permessi necessari?

La novità della settimana è che per fare trattamenti PMA fuori dalla mia regione di residenza, serve un'autorizzazione da pa. Ohibò... e me lo dite ora? Io un tentativo, seppur fallimentare, già l'ho fatto...
Succede che mi chiama la dottoressa della mia clinica, e mi chiede di appurare questa cosa. Il mio medico di base, ovviamente, non ne sa nulla... faccio una ricerca sul sito della mia ASL; nessun accenno. Allora guardo sul sito della ASL del capoluogo di Regione (di solito è più aggiornato, e comunque se sono disposizioni generali, valgono per tutte le città di quella Regione, no?). Trovo effettivamente un modulo, per metà incomprensibile (allego questo, allego quello... ma questo e quello dove li trovo? sono autocertificazioni? Non si capisce...), ma soprattutto... non c'è scritto a quale ente/ufficio va consegnato!
Ok, chiamo la mia ASL. Non ne sanno nulla... mi dicono, "ah sì, anni fa una signora ci aveva chiesto questa cosa... per l'estero vero?", no, no, solo fuori Regione! "ma scusi, si può chiedere anche per l'estero?". LUCINA CHE SI ACCENDE! Mi rispondono: non lo so, so solo che una signora ce l'aveva chiesto, ma non ricordo come fosse andata a finire... Ah beh, andiamo bene! Se non lo sapete voi, cosa si può/non si può fare, ma soprattutto cosa si DEVE fare per accedere ai trattamenti PMA fuori Regione... si figuri cosa ne posso sapere io!
La cosa "divertente" è che mi ero fatta prendere dal panico, inizialmente (oddio, non ho fatto la procedura corretta... mica mi chiederanno di pagare l'intera prestazione poi!), e poi scopro che né sul sito, né all'Ufficio relazioni col Pubblico, ne sanno nulla... significa che questa procedura non la fa mai nessuno! :/
Altra domanda: ma il mio medico di base, a cui avevo consegnato tutte le carte del caso (piano terapeutico, certificato di infertilità, ecc...), non sapeva nulla di questa procedura?
Comunque, mi richiamano appena scoprono qualcosa... speriamo in bene!

venerdì 11 settembre 2015

Mourning day

Oggi il cielo è grigio e fa un po' freddo, qui in montagna. Questo tempo non aiuta certo il mio umore... e anche se ci provo - lo so solo io, quanto ci provo! - non è sempre facile mantenere il sorriso, nemmeno quello "falso" di circostanza. Oggi non è giornata, oggi non riesco a essere positiva, a mantenere la calma. Oggi soffro, penso al nostro bambino che non c'è e forse mai ci sarà, e ho bisogno di dare spazio a questo dolore.

"Tu sei lì - continuai - Sembra che tu sia lì, ma in realtà non ci sei. Quella che si vede è solo la tua ombra, mentre tu sei da qualche altra parte" - Haruki Murakami

martedì 8 settembre 2015

Terapia addominale Maya!

Oggi è iniziato un nuovo capitolo della mia lotta all'infertilità: ho avuto la mia prima seduta di terapia addominale Maya! Qui trovate la spiegazione di cosa sia... di sicuro io non saprei spiegarlo meglio!
Devo la scoperta di questa antica tecnica a un'amica ostetrica, che ho incontrato poco tempo fa. Vista la sua esperienza - e visto il fatto che è una persona davvero molto, molto materna! - ho deciso di rompere la mia ritrosia a raccontare il nostro percorso di PMA, e mi sono aperta con lei. Detto, fatto: mi sono ritrovata sdraiata sul lettino del suo studio, a farmi massaggiare la pancia! 
Dopo un bel colloquio approfondito, mi ha spiegato come ha intenzione di sviluppare la terapia per i prossimi mesi; in breve, automassaggio 10 minuti al giorno, tutti i giorni, a casa, e un massaggio settimanale "strong" con lei, fino a inizio stimolazione. Stessa cosa per mio marito, ma il suo massaggio "strong" avrà cadenza quindicinale. Abbiamo stabilito che per avere dei buoni risultati servono 3 mesi di trattamento, e a questo punto, col permesso della clinica che ci segue, rimanderemo la ICSI di un mese. 
Alla fine del primo massaggio mi ha detto che:
- trattengo molto. I liquidi (lo sapevo), e anche le emozioni (5 alto, ragazza! Ci hai proprio azzeccato!). Non sono capace di lasciare andare (nulla, aggiungo io) e questo si riflette anche nella capacità del mio corpo di lasciare andare scorie e liquidi. Compiti per casa (questo l'ho aggiunto io, non lei): imparare a lasciare andare... infatti ho già pronta una bella mail da spedire a un cliente per liberarmi finalmente di un lavoro sottopagato che mi dà più noia che altro!
- il mio utero è retroverso e tutto spostato su un lato. Lo sapevo già, tutti i medici che mi hanno visitata me l'hanno detto, aggiungendo che non mi avrebbe dato problemi. Secondo la medicina "alternativa" (chiamiamola così, anche se io la chiamerei tradizionale, visto che ha alle spalle millenni di esperienza...) invece questo crea problemi, eccome! Quindi col massaggio si andrà a riposizionare l'utero al suo posto (sì, si può fare... ma vi aggiornerò quando ci riusciremo!).
- il mio intestino è parecchio congestionato (eh già, tesoro! Non sai quante volte mi hanno scambiata per una donna incinta... una volta mi hanno pure ceduto il posto a sedere. Ovviamente, ho fatto finta di nulla - avevo anche i tacchi alti - e l'ho accettato volentieri!).

La settimana prossima altra seduta, insieme al maritino... e poi da lì inizieremo anche il massaggio casalingo. Chissà se sarà un do ut des - io a lui e lui a me - o ognuno per sé?
Ah, tra le cose carine, questo massaggio dovrebbe avere effetto anche sulla libido... ma che bello! :) 

mercoledì 2 settembre 2015

Fuga nell'eterologa?

La frustrazione, in questi giorni, la fa da padrona... e io le sto affogando dentro. Sarà il rientro dalle ferie alla routine quotidiana, sarà l'estate che sta iniziando a impallidire, sarà che si avvicina il nuovo tentativo di PMA di ottobre... ma in questi giorni sono assolutamente giù. Ci si è messo anche il mio ciclo, in ritardo di un paio di giorni, che per un attimo mi ha fatto sperare nel miracolo, e poi ha iniziato a dare segni inequivocabili di avvicinamento. Così, so che sta per arrivare, e soffro, e in più siccome sta tardando, soffro anche fisicamente (mal di testa, gonfiore, irritabilità...). Eccheccavolo! Adesso basta!
E così mi verrebbe da mollare tutto, e fiondarmi nella soluzione più rapida... certo non la più facile, molto dolorosa - l'accettazione di abbandonare l'idea di un legame genetico con il proprio figlio tarda ad arrivare... - ma quella che al momento può garantire un risultato migliore. Insomma, se optassi ora per l'eterologa, avrei molte più possibilità di restare incinta nell'arco di pochi mesi. E questo significherebbe poter finalmente stringere mio figlio, magari già nel 2016.
E'allettante, lo ammetto. Davanti all'idea dei prossimi 2, 3, 4 tentativi omologhi, con tipo, l'1-2% (qualcuno mi ha detto il 10, ma temo abbia sbagliato!) di possibilità di farcela, fatti all'estero, com'è probabile che decideremo di fare, con relativo sbattimento, spesa di soldi, ma soprattutto impegno fisico ed emotivo... sono sincera, mi viene la nausea. E se poi, dopo tutto quello, approderò comunque all'eterologa? E se nel frattempo avrò bombardato il mio corpo di ormoni e farmaci inutilmente, facendolo appassire ulteriormente, e avrò messo alla prova il mio equilibrio psicologico ed emotivo e il mio rapporto di coppia per "nulla"? Diventerò mamma di un figlio geneticamente non mio, a 34, 35 anni, dopo anni di tentativi, con addosso un bagaglio di dolore unico...?

martedì 1 settembre 2015

Un po' di pausa dalla PMA fa bene!

L'ultimo mese, nonostante l'enorme delusione del mancato transfer, è stato il più sereno dell'ultimo anno... Da mesi non abbiamo respiro, è tutto un "vai a fare le analisi - oddio devo fare la puntura! - passo in farmacia a comprare questo questo e questo - domani devo prendere il treno alle 6 per andare a fare il monitoraggio"... ma l'ultimo mese, complici la ferie, ma soprattutto la pausa dalla PMA (sì, ok, abbiamo fatto 3 visite durante 10 giorni di ferie... ma non mi sono assolutamente pesate!), l'ho vissuto in una maniera completamente diversa. Molto più serena e rilassata, con la capacità di sorridere e ridere, finalmente, con il cuore, di gustarmi una cena in compagnia o una serata romantica con Marito Caro... Non mi succedeva da troppo tempo, ne sentivo davvero la mancanza... sentivo la mancanza di me stessa, perché in questo percorso mi sono sentita completamente persa. Ho perso me stessa, i miei punti fissi, la capacità di provare gioia... e no, non mi sono ritrovata in questo mese di pausa, sarebbe troppo bello e forse troppo facile... Ma ho capito che in un angolino, una buona parte della vecchia me, quella che mi manca, c'è ancora. Ha solo bisogno di un po' di cura, e di tempo... e magari di buone notizie! per poter tornare a farsi sentire...

Ti mando un abbraccio, piccola parte felice di me... spero di rivederti presto! :)

martedì 25 agosto 2015

Si ricomincia!

Non scrivo ormai da un mese... all'inizio è stata dura... pensare di non avere più nemmeno la possibilità di tentare è stato devastante. Ma per non soccombere alla disperazione, ho deciso di darmi da fare! Non avevamo ancora programmato le vacanze, così ho parlato con mio marito del mio "folle" piano: visitare alcune cliniche estere, in cui si faccia sia omologa che eterologa. Iniziare a familiarizzare sia con l'idea di fare un trattamento all'estero (non che io sia per forza una "esterofila"... ma il mio agopunture continua a dirmi di pensare all'estero, che fuori dai confini sono più avanti a livello tecnico e medico, che molti bravi medici italiani finiscono a lavorare oltre confine, perché fuori è più semplice, ci sono meno vincoli...), in questo caso omologo, sia prendere qualche informazione sull'eterologa, anche se la vedevo come qualcosa di molto lontano.

Nel giro di pochi giorni, l'idea si è concretizzata: ho fissato tre visite - una in Austria, una in Rep. Ceca - e da lì ho iniziato a costruire il mio viaggio, prenotando alberghi e spostamenti in treno e bus (Marito non se la sentiva di guidare...).

Per tutto il tempo, ho temuto di avere fatto una cavolata: arriviamo da mesi di stress riproduttivo... anche la vacanza incentrata su questo, non sarà troppo?! E se le visite mi causeranno ansia e non riuscirò a godermi il meritato riposo? E se mi daranno brutte notizie?

E' stato effettivamente un salto nel vuoto, ma sentivo di doverlo fare. Con la ripresa del lavoro a pieno ritmo, a settembre, non sarebbe stato possibile ritagliarci del tempo per fare queste visite... dovevamo per forza farle durante le ferie. Poi ci sarebbero stati i mesi a venire per riflettere.

Organizzato il viaggio, valutate tutte le opzioni possibili - sere e sere davanti al PC a caccia della miglior offerta! - stabilito l'itinerario, è arrivato il tanto temuto momento: la visita post-ICSI fallimentare a Milano. Fare l'ennesimo viaggio con la consapevolezza di andare là solo per raccogliere i cocci del nostro fallimento, senza poterli riattaccare, è stato francamente terribile. Ma ero così preparata che sono riuscita a entrare in clinica sorridendo e scherzando con mio marito. Ed ecco che la vita ci sorprende di nuovo: colloquio con una dottoressa che avevamo visto solo di sfuggita, che però aveva studiato molto bene il nostro caso. Ci spiega cosa è successo, ci dice - e questo voglio sottolinearlo! - che non è possibile sapere se la mancata fertilizzazione sia stata causata - "non dico che sia colpa - parole sue - perché non si può parlare di COLPA in questi casi"... l'avrei abbracciata, giuro! - dalla qualità dell'ovocità o da quella dello spermatozoo. Ci spiega che magari la biologa ha scelto un soldatino che non aveva alcuna capacità di fecondare... perché morfologia e motilità buone non garantiscono la riuscita. Ci dice poi, però, che effettivamente c'era stato un inizio di fertilizzazione, che poi però non è proseguito. E io mi sono quasi commossa, a immaginare le nostre due materie che tentano di fondersi insieme! :)

Poi ci chiede che cosa avessimo intenzione di fare nell'immediato futuro. Le spiego che visto che la sua collega ci ha ripetuto infinite volte che non avremmo potuto fare altri cicli, stiamo pensando a soluzioni alternative. Quali? Capire se possiamo stare bene anche da soli, pensare all'adozione, riflettere sull'eterologa, anche se per me è un'ipotesi ancora lontana. Poi mi sento di aggiungere che essendo giovani, vorremmo fare ancora qualche tentativo omologo, Non infiniti, non avrebbe senso. Ma ancora un paio, quello sì. A quel punto ci sorprende dicendo: "sono assolutamente d'accordo con voi", e parte spiegandoci che si è confrontata con il primario, che hanno stabilito di farci fare un altro tentativo - l'ultimo, eh? - a ottobre, con un protocollo completamente diverso.

Eravamo così allibiti da non riuscire a proferire parola! Ma come, per tutti, e dico TUTTI i monitoraggi non avete fatto altro che ripeterci che non avremmo avuto altre possibilità... e vi lascio immaginare in che stato emotivo fossimo, durante lo scorso tentativo. E ora ci dite che volete farci tentare ancora... ma non potevate semplicemente non dire nulla, durante il tentativo, non fare previsioni e se mai comunicarci la brutta notizia a ciclo concluso e a mente fredda? Invece no, mi avete fatta star male, sentire inadeguata e disperata per settimane, e poi mi dite che c'è ancora una possibilità?

Ora siamo in fase di riflessione, anche se credo che ci giocheremo ancora una carta milanese prima della fuga all'estero. E a proposito di estero, le visite sono state tutte molto positive. L'ultima, da un luminare austriaco a cui avevamo già spedito tutte le nostre analisi un paio di settimane prima, è iniziata così: "ma come mai le hanno dato il soppressore nella sua situazione? Già le sue ovaie non lavorano, in più la mettono in menopausa forzata... per forza poi non produce nulla!"... Ecco, me lo chiedo pure io! :/ Alla luce di tutto questo e di altre notizie apprese durante le visite all'estero (di cui scriverò in un altro post), abbiamo deciso di contattare la dottoressa di Milano per chiedere meglio quale sia il protocollo. Insisteremo per non usare il soppressore, e se vorranno farcelo usare comunque... anticiperemo la fuga all'estero!

martedì 28 luglio 2015

Piano B?

Dopo un paio di giorni di down completo, ieri ho trovato la forza di alzare la testa e reagire al verdetto... a chi mi ha, come già successo, brutalmente proposto il piano B (“le consigliamo l’ovodonazione, ha risultati più sicuri”), ho risposto che lo decido io, quando passare a quella soluzione, e che non è certo ora il momento.

Sia chiaro: non sono assolutamente contraria alla fecondazione eterologa, trovo sia una bellissima possibilità. Ma non è da tutti, e non è comunque una decisione che si possa prendere con leggerezza. Troppi medici, qui in Italia, te la buttano lì come se fosse la panacea di tutti i mali legati all’infertilità, come se decidere di usare l’ovulo di un’altra donna non comportasse tutta una serie di dubbi, domande, paure, remore etiche davvero logoranti, a cui è giusto dedicare il tempo necessario, iniziando un grande approfondimento introspettivo e di coppia. La cosa buffa è che proprio qui, dove fino a poco fa era vietata, e dove comunque, anche ora che è lecita, non è assolutamente facile iniziare un percorso di fecondazione eterologa, proprio qui, dicevo, viene consigliata con tanta facilità. Un amico che lavora nel mondo della PMA in una clinica estera, davanti ai miei racconti, è rimasto sconvolto. Nel Paese in cui lavora, in cui l’eterologa è consentita da anni, nessun medico si sogna di propinarla con tanta facilità, senza un accompagnamento, un approfondimento.


Comunque, ieri ho contattato alcune cliniche estere, alcune delle quali si occupano sia di omologa che di eterologa. E approfittando delle ferie d’agosto faremo un paio di visite. Su consiglio della mia ginecologa e del mio medico agopunturista, abbiamo deciso di rivolgerci all’estero; cliniche note e serie, a quanto ci hanno riferito questi nostri consiglieri. A volte vorrei solo accantonare tutto per un po’, relegare i pensieri in un angolino lontano della mia mente, e i dolori in un buchino oscuro del mio cuore, per farmi una bella settimana di vacanza rilassante! Ma dobbiamo approfittare di questi giorni di stop lavorativo, altrimenti poi non avremo più il tempo per spostarci. E poi con la mia riserva ovarica ormai esaurita non si scherza… avremo tutto il tempo per dedicarci alle ferie i prossimi anni; questo è l’anno della lotta verso il nostro sogno. E noi, pur acciaccati, siamo pronti a combattere. 


sabato 25 luglio 2015

Non è andata

Niente... semplicemente, non è andata. L'ovocita non si è fertilizzato. La biologa, al telefono, era dispiaciuta... Sapesse quanto lo sono io... Non sono nemmeno riuscita a piangere. Tanto, lo sapevo... Ho pianto solo al telefono con mio marito.

Ora non so cosa fare. So solo che non saprò mai che viso avrà nostro figlio, e questo mi lacera l'anima.

Molto pick, poco up

Ieri è stato il gran giorno del pick up... in anticipo sull'orario concordato, siamo arrivati in ospedale, con un misto di ansia e di speranza. La procedura, in sé, è andata bene. Solo un po' di fastidio alla pancia nel post, ma niente altro da segnalare. I due follicoli c'erano ancora, ma solo uno è risultato abbastanza buono da essere fecondato. Tutta questa fatica - le corse in clinica, a un'ora e mezza di treno da casa, le analisi, le visite, le punture, le lacrime, le speranze prima accresciute e poi disattese... - per avere un solo follicolo. A breve, mi chiameranno per dirmi se si è fecondato, e a quel punto lunedì andremmo in clinica per il transfer.

Inutile dire che ho sperato che i due fossero entrambi buoni... la delusione è stata così grande, che nemmeno il pensiero del "poteva andare peggio, poteva non essercene nemmeno uno di buono" mi ha aiutata... e così il viaggio di ritorno verso casa è stato tutto un rimuginare, dentro di me, che senso abbia questo percorso nel mio caso... credo nessuno. E ora capisco i medici che mi hanno detto che oltre a questo tentativo, per quanto li riguarda, non ce ne saranno altri. Condivido questa idea, anche se mi fa soffrire. Non ne vale la pena, non nel mio caso.

Stanotte ho dormito, un po'. Non credevo di riuscire a farlo, con l'ansia dell'attesa che mi divora, ma ero stanchissima. E' stato però un sonno costellato di sogni davvero molto brutti e tristi. Nel primo, ho sognato che dalla clinica mi inviavano sulla mail un foglio con scritto che non avevano nemmeno tentato di fecondare l'ovetto perché avevano scoperto che sono portatrice di una malattia gravissima e che un mio eventuale figlio sarebbe morto in modo atroce a pochi mesi di vita. A quel punto mi sono svegliata di soprassalto... Poi mi sono riaddormentata, e ho fatto un altro sogno, in cui mia zia mi mandava un SMS con scritto "Adele se n'è andata". E io mi sforzavo di capire chi fosse questa Adele, e avevo timore di dirle che non sapevo a chi si riferisse. Di nuovo sveglia di soprassalto, e lì ho capito: Adele è il nome che vorrei dare alla mia bambina, un nome che si tramanda da generazioni nella nostra famiglia. Ad essersene andata, quindi, è la bambina che non ho mai avuto... e che probabilmente mai avrò.

martedì 21 luglio 2015

Ancora in pista?

Ieri, giorno X per il nostro destino. L’ultimo monitoraggio prima della sentenza. Lo scorso martedì, al primo monitoraggio, la brutta notizia: solo 3 follicoli, di cui uno già molto (troppo) avanti e due minuscoli. La dottoressa era quasi imbarazzata, nel dovermi dire che probabilmente avrebbero stoppato tutto, che non mi avrebbero più fatto fare tentativi, visto il risultato di questo. L’accordo era però di tornare il giorno successivo, per decidere il da farsi. Vi lascio immaginare come stavo, dopo questa notizia… per di più ero sola, in clinica, a due ore da casa… il giorno dopo mi ha accompagnata anche mio marito, ci aspettavano lo stop e invece i medici hanno deciso di tentare di andare avanti, per i due follicolini, con un sacco di incognite: sarebbero cresciuti? E il follicolone gigante avrebbe rovinato l’endometrio, continuando a crescere? E poi, anche se tutto dovesse andare bene, chissà se i due si fertilizzeranno, se si formerà l’embrione… ok, dai, zero speranza di riuscita.
Con questo animo, pur apprezzando la voglia di questi medici di provarci fino all’ultimo – forti della consapevolezza che non avrò altre possibilità, a detta loro… questo va specificato – ho passato i successivi giorni in un limbo di rassegnazione e disperazione. Da un parte mi sentivo quasi sollevata; basta punture, basta medicine, basta giri in treno e pellegrinaggi da medici, basta false speranze. In questi stessi giorni, è arrivata anche la notizia di un’amica, molto cara, a cui ho tenuto però nascosto tutto questo (tranne la famiglia e la mia più vecchia amica, nessuno sa), è incinta. Per fortuna l’ho saputo con un messaggio, e non di persona, perché credo che le sarei scoppiata a piangere in faccia, e sarebbe apparso subito chiaro che non era per la gioia… Mi dispiace, mi sento una bruttissima persona, ma non posso chiedermi anche di essere felice per lei… non posso impormelo, non ora.
Ieri mattina, partenza per la clinica, solita levataccia all’alba, di nuovo con mio marito. L’idea era di chiudere con questo percorso, ma chiedendo prima un po’ di spiegazioni e qualche consiglio. E invece… follicolone in regressione, endometrio a posto, e i due follicolini ormai giunti a maturità, quasi pronti per il pick. E chi se lo aspettava? Nemmeno il medico, a dire il vero… era sorpreso quasi quanto noi. Al che io ho guardato mio marito, dicendo “hai visto, amore, che ho fatto bene a interrompere la dieta che mi aveva dato il medico agopuntore? E’ bastata un po’ di cioccolata, e si sono decisi a crescere!”. Li ho fatti ridere entrambi, e ci voleva, perché dopo tutta quella tensione, perfino quella sorpresa positiva è stata altamente spiazzante, per noi.

Al ritorno a casa sono crollata… colpa forse del gran caldo, ma soprattutto del grande stress, mi sono sentita male. Oggi va meglio, e domani altro monitoraggio, l’ultimo in assoluto. Se continuerà ad andare tutto bene, venerdì pick. Non ho voluto chiedere alcuna informazione a riguardo, non so cosa mi aspetta, a che ora dovrò essere in ospedale, cosa dovrò portare con me… ancora non mi fido, ancora non ci credo. Intanto, spero che Fred e Ginger (li ho chiamati così, i miei due follicolini. Me li immagino che ballano nella mia ovaia sinistra, tenendosi la mano!) continuino a fare i bravi… e a crescere fino a raggiungere i tanto agognati 20 mm! Anche se, dopo tante delusioni… chi ha più il coraggio di sperare, ancora, davvero?


venerdì 17 luglio 2015

Mi presento, sono Charlotte!

Mi sono accorta solo ora di aver iniziato questo blog senza aver spiegato le ragioni del mio essere "Charlotte" e perché sia arrivata ad aprire questo blog.
Il bisogno di iniziare a scrivere è arrivato di impulso, qualche giorno fa, quando un pensiero un po' amaro è balenato all'improvviso nella mia mente: davanti al DVD di "Sex&the city", mi sono ritrovata a pensare "che scema... credevi di essere Carrie, invece in realtà sei Charlotte!". Qualche anno fa, sull'onda dell'uscita del film sulle 4 amiche di Manhattan, con le amiche più care ho partecipato ad alcune feste a tema. Carrie è sempre stata la mia beniamina: entrambe bionde, entrambe magre, entrambe molto complicate... ed entrambe giornaliste! All'epoca avevo anche io un Mr Big che mi tormentava, entrando e uscendo dalla mia vita a suo piacimento, facendo il buono e il cattivo tempo. Inutile dire che, a quelle feste a tema, mi presentavo sempre con una gonna in tulle bianco e una semplice magliettina rosa, riprese dalla sigla del telefilm.
Poi il tempo è passato, Sex&the city rimane un bel telefilm da vedere, ogni tanto, per farsi una risata e versare qualche lacrimuccia, ma al contrario di Carrie, io non sono tornata da Mr Big; ho scelto Aiden, e sono felicissima della mia decisione! Lui, il mio Aiden, è arrivato quando Mr Big era uscito di scena, perso dietro una delle sue ennesime fiamme improvvise - quanto velocemente arrivavano, tanto velocemente se ne andavano -, e in quell'esatto istante, la bolla di Mr Big si è sgonfiata, in un attimo. Alto altissimo, ben piazzato, capace di avvolgermi in abbracci che mi fanno scomparire, tanto sono piccola in confronto a lui, e sentire protetta come non mai. L'ho amato da subito, a 5 anni di distanza continuo a farlo. Solido, attento, innamorato come non mai... Carrie, se mi stai leggendo: credimi, hai fatto una gran cavolata! :)

Eppure, ad alcuni anni dall'inizio di questa favola - perché così mi sono sentita, a lungo, letteralmente - mi ritrovo a interpretare un'altra parte, a ripensare alla Charlotte che non riesce a restare incinta, alla Charlotte che quando finalmente ci riesce, lo perde, quel bambino tanto atteso, e deve pure fare i conti con una Miranda che resta incinta a caso, e quasi non lo vuole tenere, quel bambino. Credimi, Charlotte, capisco il tuo dolore... ed è per dare un po' di ordine a questo groviglio di emozioni, di rabbia e di speranze regolarmente disattese, che ho deciso di iniziare a scrivere il mio diario.


giovedì 16 luglio 2015

Nono giorno, primo post

Oggi è il mio nono giorno di stimolazione. Il nono giorno della mia prima ICSI, che poi sarà anche l'ultima, sembra. Non rispondo alla cura, sono una cosiddetta "poor responder". E' buffo pensare che all'esame più importante della mia vita, mi sto presentando impreparata! Io, che all'università avevo tutti 30, che ho finito il liceo con la media del 9, arrivo all'Esame, quello con la E maiuscola, senza portare nulla di pronto!
Eppure ho fatto di tutto, per arrivare pronta all'appello. Ho studiato (mesi e mesi online, tra siti medici e forum, a caccia di consigli, statistiche, farmaci e medici miracolosi), ho preso tutte le medicine, in modo ligio, quasi ossessivo (chiedetelo al mio farmacista e a tutti i farmaci che ho acquistato due volte perché la prima volta li ho dimenticati fuori dal frigo per un'ora, e fuori ci sono 30 gradi, e sulla scatola c'è scritto "conservare a massimo 25"...). Ho comprato integratori di ogni tipo, speso un sacco di soldi, ho iniziato perfino a fare agopuntura (e ho anche scoperto, nonostante l'iniziale perplessità, che mi piace molto!) e mi sono portata appresso, sulla pancia, i lividi causati dall'eparina. Sì, anche quella prendo, perché ho la "flussimetria uterina bilateralmente alterata". E anche quella delle spiraliformi. Che aggiunta al mio ipotiroidismo e alle dimensioni ormai più simili a nocciole, delle mie ovaie, danno un perfetto quadro della mia inettitudine materna. Non ce la posso fare, insomma.

Eppure voglio provarci, lo voglio con ogni singola cellula del mio corpo, anche con quella meno collaborativa, con quelle maledette ovaie che si stanno spegnendo, con quell'utero che mai, finora, ha accolto la vita. E in nome di tutto questo, di un figlio che desideriamo con tutti noi stessi - sì, perché c'è anche un marito, ad aspettare questo bimbo! - da quasi 5 mesi ci sorbiamo visite a 200 km di distanza da casa, spermiogrammi, prelievi di ogni tipo, tamponi, ansie da ritiro referti, bombardamenti ormonali ed emotivi che metterebbero alla prova la più motivata delle coppie... Il nostro portafogli invoca il quinto emendamento ogni volta che ci vede - non vuole più nemmeno rispondere alla domanda "ma dove sono finiti tutti quei soldi?" -, gli amici ci hanno dato per dispersi e non si sforzano più nemmeno di farsi sentire (e come biasimarli? Non sanno nulla, del nostro percorso... sanno solo che all'improvviso abbiamo iniziato a dribblare telefonate e inviti con scuse sempre meno convincenti...), e io... io non ricordo nemmeno più l'ultima volta in cui ho sorriso davvero, con il cuore, o l'ultima notte di sonno beato. Sembra di vivere in un incubo... l'infertilità è un incubo, soprattutto quando ti colpisce a 31 anni.