martedì 25 agosto 2015

Si ricomincia!

Non scrivo ormai da un mese... all'inizio è stata dura... pensare di non avere più nemmeno la possibilità di tentare è stato devastante. Ma per non soccombere alla disperazione, ho deciso di darmi da fare! Non avevamo ancora programmato le vacanze, così ho parlato con mio marito del mio "folle" piano: visitare alcune cliniche estere, in cui si faccia sia omologa che eterologa. Iniziare a familiarizzare sia con l'idea di fare un trattamento all'estero (non che io sia per forza una "esterofila"... ma il mio agopunture continua a dirmi di pensare all'estero, che fuori dai confini sono più avanti a livello tecnico e medico, che molti bravi medici italiani finiscono a lavorare oltre confine, perché fuori è più semplice, ci sono meno vincoli...), in questo caso omologo, sia prendere qualche informazione sull'eterologa, anche se la vedevo come qualcosa di molto lontano.

Nel giro di pochi giorni, l'idea si è concretizzata: ho fissato tre visite - una in Austria, una in Rep. Ceca - e da lì ho iniziato a costruire il mio viaggio, prenotando alberghi e spostamenti in treno e bus (Marito non se la sentiva di guidare...).

Per tutto il tempo, ho temuto di avere fatto una cavolata: arriviamo da mesi di stress riproduttivo... anche la vacanza incentrata su questo, non sarà troppo?! E se le visite mi causeranno ansia e non riuscirò a godermi il meritato riposo? E se mi daranno brutte notizie?

E' stato effettivamente un salto nel vuoto, ma sentivo di doverlo fare. Con la ripresa del lavoro a pieno ritmo, a settembre, non sarebbe stato possibile ritagliarci del tempo per fare queste visite... dovevamo per forza farle durante le ferie. Poi ci sarebbero stati i mesi a venire per riflettere.

Organizzato il viaggio, valutate tutte le opzioni possibili - sere e sere davanti al PC a caccia della miglior offerta! - stabilito l'itinerario, è arrivato il tanto temuto momento: la visita post-ICSI fallimentare a Milano. Fare l'ennesimo viaggio con la consapevolezza di andare là solo per raccogliere i cocci del nostro fallimento, senza poterli riattaccare, è stato francamente terribile. Ma ero così preparata che sono riuscita a entrare in clinica sorridendo e scherzando con mio marito. Ed ecco che la vita ci sorprende di nuovo: colloquio con una dottoressa che avevamo visto solo di sfuggita, che però aveva studiato molto bene il nostro caso. Ci spiega cosa è successo, ci dice - e questo voglio sottolinearlo! - che non è possibile sapere se la mancata fertilizzazione sia stata causata - "non dico che sia colpa - parole sue - perché non si può parlare di COLPA in questi casi"... l'avrei abbracciata, giuro! - dalla qualità dell'ovocità o da quella dello spermatozoo. Ci spiega che magari la biologa ha scelto un soldatino che non aveva alcuna capacità di fecondare... perché morfologia e motilità buone non garantiscono la riuscita. Ci dice poi, però, che effettivamente c'era stato un inizio di fertilizzazione, che poi però non è proseguito. E io mi sono quasi commossa, a immaginare le nostre due materie che tentano di fondersi insieme! :)

Poi ci chiede che cosa avessimo intenzione di fare nell'immediato futuro. Le spiego che visto che la sua collega ci ha ripetuto infinite volte che non avremmo potuto fare altri cicli, stiamo pensando a soluzioni alternative. Quali? Capire se possiamo stare bene anche da soli, pensare all'adozione, riflettere sull'eterologa, anche se per me è un'ipotesi ancora lontana. Poi mi sento di aggiungere che essendo giovani, vorremmo fare ancora qualche tentativo omologo, Non infiniti, non avrebbe senso. Ma ancora un paio, quello sì. A quel punto ci sorprende dicendo: "sono assolutamente d'accordo con voi", e parte spiegandoci che si è confrontata con il primario, che hanno stabilito di farci fare un altro tentativo - l'ultimo, eh? - a ottobre, con un protocollo completamente diverso.

Eravamo così allibiti da non riuscire a proferire parola! Ma come, per tutti, e dico TUTTI i monitoraggi non avete fatto altro che ripeterci che non avremmo avuto altre possibilità... e vi lascio immaginare in che stato emotivo fossimo, durante lo scorso tentativo. E ora ci dite che volete farci tentare ancora... ma non potevate semplicemente non dire nulla, durante il tentativo, non fare previsioni e se mai comunicarci la brutta notizia a ciclo concluso e a mente fredda? Invece no, mi avete fatta star male, sentire inadeguata e disperata per settimane, e poi mi dite che c'è ancora una possibilità?

Ora siamo in fase di riflessione, anche se credo che ci giocheremo ancora una carta milanese prima della fuga all'estero. E a proposito di estero, le visite sono state tutte molto positive. L'ultima, da un luminare austriaco a cui avevamo già spedito tutte le nostre analisi un paio di settimane prima, è iniziata così: "ma come mai le hanno dato il soppressore nella sua situazione? Già le sue ovaie non lavorano, in più la mettono in menopausa forzata... per forza poi non produce nulla!"... Ecco, me lo chiedo pure io! :/ Alla luce di tutto questo e di altre notizie apprese durante le visite all'estero (di cui scriverò in un altro post), abbiamo deciso di contattare la dottoressa di Milano per chiedere meglio quale sia il protocollo. Insisteremo per non usare il soppressore, e se vorranno farcelo usare comunque... anticiperemo la fuga all'estero!