mercoledì 2 settembre 2015

Fuga nell'eterologa?

La frustrazione, in questi giorni, la fa da padrona... e io le sto affogando dentro. Sarà il rientro dalle ferie alla routine quotidiana, sarà l'estate che sta iniziando a impallidire, sarà che si avvicina il nuovo tentativo di PMA di ottobre... ma in questi giorni sono assolutamente giù. Ci si è messo anche il mio ciclo, in ritardo di un paio di giorni, che per un attimo mi ha fatto sperare nel miracolo, e poi ha iniziato a dare segni inequivocabili di avvicinamento. Così, so che sta per arrivare, e soffro, e in più siccome sta tardando, soffro anche fisicamente (mal di testa, gonfiore, irritabilità...). Eccheccavolo! Adesso basta!
E così mi verrebbe da mollare tutto, e fiondarmi nella soluzione più rapida... certo non la più facile, molto dolorosa - l'accettazione di abbandonare l'idea di un legame genetico con il proprio figlio tarda ad arrivare... - ma quella che al momento può garantire un risultato migliore. Insomma, se optassi ora per l'eterologa, avrei molte più possibilità di restare incinta nell'arco di pochi mesi. E questo significherebbe poter finalmente stringere mio figlio, magari già nel 2016.
E'allettante, lo ammetto. Davanti all'idea dei prossimi 2, 3, 4 tentativi omologhi, con tipo, l'1-2% (qualcuno mi ha detto il 10, ma temo abbia sbagliato!) di possibilità di farcela, fatti all'estero, com'è probabile che decideremo di fare, con relativo sbattimento, spesa di soldi, ma soprattutto impegno fisico ed emotivo... sono sincera, mi viene la nausea. E se poi, dopo tutto quello, approderò comunque all'eterologa? E se nel frattempo avrò bombardato il mio corpo di ormoni e farmaci inutilmente, facendolo appassire ulteriormente, e avrò messo alla prova il mio equilibrio psicologico ed emotivo e il mio rapporto di coppia per "nulla"? Diventerò mamma di un figlio geneticamente non mio, a 34, 35 anni, dopo anni di tentativi, con addosso un bagaglio di dolore unico...?

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