E' in inglese, ma in italiano non si trova molto purtroppo... comunque, voglio condividere questo articolo perché lo trovo completo e piacevole da leggere... spread the word, ma soprattutto... provate il massaggio! :)
giovedì 29 ottobre 2015
mercoledì 28 ottobre 2015
Post visita, ovvero: questi medici hanno davvero rotto!
Mi sono presa qualche giorno di pausa, un po' da tutto, a dire il vero, perché reduce da una visita specialistica di cui ancora oggi non riesco a trarre un bilancio positivo o negativo. Era ora di rivedere questa flussimetria, da quando, lo scorso maggio, la "mitica" dottoressa a cui un po' tutte noi infertili, da Torino a Venezia, ci rivolgiamo per avere risposte quando nessun altro riesce a darcele, mi aveva messa in allarme: "hai una flussimetria che definire pessima è un complimento...". Bilateralmente, ovviamente, spiraliformi comprese.
Analisi alla mano, mutazioni genetiche confermate (si tratta di problemi a livello di coagulazione), visita dall'ematologa (sì, quella del post "Ematologa, I love you!") fatta, ecco che inizia il mio viaggio nel fantastico mondo dell'eparina! Una puntura al dì, fino a fine gravidanza (questa l'indicazione dell'ematologa... giusto per farvi capire quanto lei ci creda, e quanto io di conseguenza la ami!).
All'eparina, ormai un paio di mesi fa, ho aggiunto quella che ormai è una dipendenza a cui non voglio rinunciare: il massaggio Maya. Insomma, per farvela breve: ora la mia flussimetria è assolutamente, bilateralmente, spiraliformemente NORMALE. Non ci credeva nemmeno lei... e io ho provato a dirle del mio barbatrucco, del massaggio, ma zero, continuava solo a ripetere "bla bla eparina, bla bla che cambiamento, bla bla continuiamo così". Beh, per un attimo ho creduto di poter cantare vittoria. E invece BAM, ecco immancabile la mazzata! "Comunque guardi, non ci speri sa... le sue ovaie ormai sono andate. Inizi a pensare all'ovodonazione". Ecco, a dire il vero io ci avevo già pensato, a quella, poi ho smesso perché alcuni medici, te compresa, avevano detto di andare avanti ancora con l'omologa... e insomma, non è che questa altalena di su e giù, sì e no, sia proprio facile da gestire... Datemi un po' di respiro, ecco! Avevi trovato una sola possibile motivazione, ovvero la flussimetria disastrosa? Sì. La stiamo risolvendo? Sì. Mi porterà ad avere un figlio? Non lo so, che per l'appunto non è né un sì, né un no. E non lo sai nemmeno tu. E allora lasciami godere questa piccola vittoria, fammi vedere come andrà la prossima stimolazione, e poi se mai dimmi di pensare all'ovodonazione. Eccheccacchio!
Sono tornata verso casa in treno, e più che sentirmi IN treno, mi sentivo SOTTO al treno... e così nei giorni successivi. Inizio a riemergerne oggi, da quando la mia mitica terapista ha avuto un attimo per chiamarmi, e molto pragmaticamente mi ha detto "Beh, ma per forza non ha visto grossi cambiamenti a livello di ovaie: abbiamo appena iniziato a nutrirle! Diamo loro il tempo di riprendersi, poverine!". E' bastato questo per farmi scoppiare a ridere... e per ridimensionare la mazzata della visita.
Stiamo facendo un percorso che sta dando dei risultati? Sì, e sono innegabili. Vogliamo provare a crederci ancora un po'? Ma certo! Però ecco, tutta sta negatività che i medici continuano a buttarci addosso, mica ci aiuta, a noi poor responder! Lo volete capire che siamo consapevoli del nostro stato? Lo volete capire che soffriamo, piangiamo, ci arrabbiamo col destino e con noi stesse a sufficienza, senza che voi ci facciate sentire delle "malate" all'ultimo stadio? Dateci un po' di tregua, non occorre che ogni 5 frasi ripetiate concetti ameni come "menopausa precoce", "sterilità", "ovodonazione". Lo sappiamo, ma abbiamo scelto di fare un percorso, per quanto tortuoso. E o ci accompagnate e ci sostenete, o rifiutateci come pazienti, e amici come prima! Nessuno pretende la vendita di illusioni, da parte vostra; ma un po' di sostegno nella lotta, questo sì.
Analisi alla mano, mutazioni genetiche confermate (si tratta di problemi a livello di coagulazione), visita dall'ematologa (sì, quella del post "Ematologa, I love you!") fatta, ecco che inizia il mio viaggio nel fantastico mondo dell'eparina! Una puntura al dì, fino a fine gravidanza (questa l'indicazione dell'ematologa... giusto per farvi capire quanto lei ci creda, e quanto io di conseguenza la ami!).
All'eparina, ormai un paio di mesi fa, ho aggiunto quella che ormai è una dipendenza a cui non voglio rinunciare: il massaggio Maya. Insomma, per farvela breve: ora la mia flussimetria è assolutamente, bilateralmente, spiraliformemente NORMALE. Non ci credeva nemmeno lei... e io ho provato a dirle del mio barbatrucco, del massaggio, ma zero, continuava solo a ripetere "bla bla eparina, bla bla che cambiamento, bla bla continuiamo così". Beh, per un attimo ho creduto di poter cantare vittoria. E invece BAM, ecco immancabile la mazzata! "Comunque guardi, non ci speri sa... le sue ovaie ormai sono andate. Inizi a pensare all'ovodonazione". Ecco, a dire il vero io ci avevo già pensato, a quella, poi ho smesso perché alcuni medici, te compresa, avevano detto di andare avanti ancora con l'omologa... e insomma, non è che questa altalena di su e giù, sì e no, sia proprio facile da gestire... Datemi un po' di respiro, ecco! Avevi trovato una sola possibile motivazione, ovvero la flussimetria disastrosa? Sì. La stiamo risolvendo? Sì. Mi porterà ad avere un figlio? Non lo so, che per l'appunto non è né un sì, né un no. E non lo sai nemmeno tu. E allora lasciami godere questa piccola vittoria, fammi vedere come andrà la prossima stimolazione, e poi se mai dimmi di pensare all'ovodonazione. Eccheccacchio!
Sono tornata verso casa in treno, e più che sentirmi IN treno, mi sentivo SOTTO al treno... e così nei giorni successivi. Inizio a riemergerne oggi, da quando la mia mitica terapista ha avuto un attimo per chiamarmi, e molto pragmaticamente mi ha detto "Beh, ma per forza non ha visto grossi cambiamenti a livello di ovaie: abbiamo appena iniziato a nutrirle! Diamo loro il tempo di riprendersi, poverine!". E' bastato questo per farmi scoppiare a ridere... e per ridimensionare la mazzata della visita.
Stiamo facendo un percorso che sta dando dei risultati? Sì, e sono innegabili. Vogliamo provare a crederci ancora un po'? Ma certo! Però ecco, tutta sta negatività che i medici continuano a buttarci addosso, mica ci aiuta, a noi poor responder! Lo volete capire che siamo consapevoli del nostro stato? Lo volete capire che soffriamo, piangiamo, ci arrabbiamo col destino e con noi stesse a sufficienza, senza che voi ci facciate sentire delle "malate" all'ultimo stadio? Dateci un po' di tregua, non occorre che ogni 5 frasi ripetiate concetti ameni come "menopausa precoce", "sterilità", "ovodonazione". Lo sappiamo, ma abbiamo scelto di fare un percorso, per quanto tortuoso. E o ci accompagnate e ci sostenete, o rifiutateci come pazienti, e amici come prima! Nessuno pretende la vendita di illusioni, da parte vostra; ma un po' di sostegno nella lotta, questo sì.
giovedì 22 ottobre 2015
Quanto pesa il cuore? #2 - Del perché è meglio non entrare nel reparto bambini quando si è infertili
Si prospettano giornate pesanti. Una cara amica, che nulla sa del mio percorso (ma che se non è del tutto cieca, qualcosa sospetterà pure), ha appena saputo di aspettare un maschietto. Sapevo da qualche mese della gravidanza, e sono sincera: finora ho fatto di tutto per evitarla. Per un misto di cose diverse... la paura di affrontare una pancia altrui, soprattutto se quella pancia è della persona a cui per anni hai confidato tutto, e con la quale all'improvviso hai alzato un muro. La paura di farmi scappare qualcosa, una parola, una frase che possa far capire. La paura di non riuscire a esprimere abbastanza gioia (a comando) in un momento così felice della sua vita, e di passare quindi per la stronza di turno, che non sa gioire della felicità altrui. E forse sì, è un po' così, sono effettivamente un po' stronza, ma vorrei vedere chiunque altro, al posto mio...
Comunque. Ormai è diventato impossibile evitarla. A questo punto, ho preso coraggio e ho pensato di proporre un pomeriggio tra amiche, invitandone altre due, in modo da non essere da sola con lei (ecco, quello sarebbe stato lo scenario peggiore). Così, questo sabato è il nostro turno: un tè tra amiche, per festeggiare mamma e bambino. Riuscirò a sorridere, a fare domande su come procede la gravidanza, sui piani futuri, a bere té e mangiare pasticcini come se tutto fosse normale, mentre dentro di me si scatenerà l'inferno? Sinceramente, ne dubito. Ma ho mostrato risorse inaspettate in questi ultimi mesi di vita, e spero che queste risorse inaspettate non mi abbandonino proprio questo sabato!
Intanto, per allenarmi alla sofferenza (come se non avessi fatto abbastanza palestra finora...), oggi sono andata da H&M a prendere un pensierino per il bimbo. Mica posso presentarmi a mani vuote... e poi avere un regalo da scartare e commentare può portare via un buon quarto d'ora. Su un'ora e mezza di incontro, è già qualcosa! Entrare nel reparto bambini di H&M è una discreta tortura, sotto parecchi punti di vista. Intanto ci sono vestitini bellissimi. Poi, con Halloween alle porte, era tutto un tripudio di mascherine, vestitini da principesse e tutine da scheletro (sì, perfino quelle mi sembravano tenere!). Ma la cosa peggiore è l'esercito di mamme appanzate con cui ti trovi a dover condividere espositori minuscoli per minuscoli vestitini. Nella zona neonati, oggi, con me, erano presenti nell'ordine: una mamma appanzata (ancora poco, per la verità) accompagnata dalla classica amica che parla a raffica (ve lo giuro, io la voce della futura mamma non l'ho proprio sentita), evidentemente mamma a sua volta e dispensatrice di consigli su calzini, chenonsonomaiabbastanza, bavaglini, chenonsonomaiabbastanza, tutine, chenonsonomaiabbastanza; una futura nonna con figlia appanzata al seguito, tutta un cinguettio di felicità e occhiate di orgoglio verso la prole in grado di dar vita ad altra prole; una mamma evidentemente di almeno 3 figli, carrello pieno di abitini di taglie comprese tra i 10 anni e i 6 mesi, con borse (della spesa e sotto gli occhi) al seguito e occhio perennemente puntato sull'orologio, per la quale, nonostante tutto, ho provato una grande simpatia.
Prendere in mano le tutine, per una "mamma con incognita" come sono io, è un po' come prendere in mano una castagna appena tolta dal forno. Scottano, scottano tantissimo quelle tutine. Si cerca di tenerle in mano il minimo possibile, si valutano velocemente i disegni che le abbelliscono (tanto, diciamocelo: non è che al bimbo importi molto se indossa qualcosa con delle nuvole sorridenti, delle giraffe di colori improbabili o dei dinosauri stile pop-art), si gira il cartellino della taglia in fretta, alla ricerca di quell'1-2 mesi che si ipotizza possa andar bene per un bimbo appena nato, e si incappa ovviamente prima in tutte le altre taglie. Quando finalmente si trova la taglia, via di corsa alla cassa! Le altre appanzate ti guardano pensando "che fretta ha questa, dovrà andare a prendere i figli a scuola!". Se sapessero... che poi magari boh, qualcuna di loro lo sa. Qualcuna sarà stata una "mamma con incognita" come me, prima di restare incinta, una di quelle che non sanno se mai avranno figli, se la scienza le potrà davvero aiutare...
Comunque, nel dubbio, ho preso un pezzo che comprende body, pantaloncini, tutina intera e magliettina a maniche corte... praticamente tutto quello che potrebbe fargli indossare nei mesi successivi alla nascita. E speriamo in bene, perchè se volesse cambiarlo, sarei costretta 1. a rivedere lei; 2. a tornare nel reparto bambini di H&M... Nel frattempo, da qui a sabato ho deciso di dedicarmi con costanza alla meditazione. Speriamo che aiuti!
Comunque. Ormai è diventato impossibile evitarla. A questo punto, ho preso coraggio e ho pensato di proporre un pomeriggio tra amiche, invitandone altre due, in modo da non essere da sola con lei (ecco, quello sarebbe stato lo scenario peggiore). Così, questo sabato è il nostro turno: un tè tra amiche, per festeggiare mamma e bambino. Riuscirò a sorridere, a fare domande su come procede la gravidanza, sui piani futuri, a bere té e mangiare pasticcini come se tutto fosse normale, mentre dentro di me si scatenerà l'inferno? Sinceramente, ne dubito. Ma ho mostrato risorse inaspettate in questi ultimi mesi di vita, e spero che queste risorse inaspettate non mi abbandonino proprio questo sabato!
Intanto, per allenarmi alla sofferenza (come se non avessi fatto abbastanza palestra finora...), oggi sono andata da H&M a prendere un pensierino per il bimbo. Mica posso presentarmi a mani vuote... e poi avere un regalo da scartare e commentare può portare via un buon quarto d'ora. Su un'ora e mezza di incontro, è già qualcosa! Entrare nel reparto bambini di H&M è una discreta tortura, sotto parecchi punti di vista. Intanto ci sono vestitini bellissimi. Poi, con Halloween alle porte, era tutto un tripudio di mascherine, vestitini da principesse e tutine da scheletro (sì, perfino quelle mi sembravano tenere!). Ma la cosa peggiore è l'esercito di mamme appanzate con cui ti trovi a dover condividere espositori minuscoli per minuscoli vestitini. Nella zona neonati, oggi, con me, erano presenti nell'ordine: una mamma appanzata (ancora poco, per la verità) accompagnata dalla classica amica che parla a raffica (ve lo giuro, io la voce della futura mamma non l'ho proprio sentita), evidentemente mamma a sua volta e dispensatrice di consigli su calzini, chenonsonomaiabbastanza, bavaglini, chenonsonomaiabbastanza, tutine, chenonsonomaiabbastanza; una futura nonna con figlia appanzata al seguito, tutta un cinguettio di felicità e occhiate di orgoglio verso la prole in grado di dar vita ad altra prole; una mamma evidentemente di almeno 3 figli, carrello pieno di abitini di taglie comprese tra i 10 anni e i 6 mesi, con borse (della spesa e sotto gli occhi) al seguito e occhio perennemente puntato sull'orologio, per la quale, nonostante tutto, ho provato una grande simpatia.
Prendere in mano le tutine, per una "mamma con incognita" come sono io, è un po' come prendere in mano una castagna appena tolta dal forno. Scottano, scottano tantissimo quelle tutine. Si cerca di tenerle in mano il minimo possibile, si valutano velocemente i disegni che le abbelliscono (tanto, diciamocelo: non è che al bimbo importi molto se indossa qualcosa con delle nuvole sorridenti, delle giraffe di colori improbabili o dei dinosauri stile pop-art), si gira il cartellino della taglia in fretta, alla ricerca di quell'1-2 mesi che si ipotizza possa andar bene per un bimbo appena nato, e si incappa ovviamente prima in tutte le altre taglie. Quando finalmente si trova la taglia, via di corsa alla cassa! Le altre appanzate ti guardano pensando "che fretta ha questa, dovrà andare a prendere i figli a scuola!". Se sapessero... che poi magari boh, qualcuna di loro lo sa. Qualcuna sarà stata una "mamma con incognita" come me, prima di restare incinta, una di quelle che non sanno se mai avranno figli, se la scienza le potrà davvero aiutare...
Comunque, nel dubbio, ho preso un pezzo che comprende body, pantaloncini, tutina intera e magliettina a maniche corte... praticamente tutto quello che potrebbe fargli indossare nei mesi successivi alla nascita. E speriamo in bene, perchè se volesse cambiarlo, sarei costretta 1. a rivedere lei; 2. a tornare nel reparto bambini di H&M... Nel frattempo, da qui a sabato ho deciso di dedicarmi con costanza alla meditazione. Speriamo che aiuti!
giovedì 15 ottobre 2015
Quanto pesa il cuore?
Oggi il mio cuore pesa tantissimo. Ricordo momenti di immensa felicità in cui il mio cuore sembrava così leggero da poter prendere il volo. Il primo bacio con quello che sarebbe diventato il mio futuro marito, per esempio. Il primo "ti amo" sussurrato, l'ingresso nella nostra casa e il mazzo di fiori che mi aspettava al suo interno, le lacrime di gioia del giorno del nostro matrimonio. Solo che ora non riesco proprio più a farlo volare, questo cuore, sento solo un macigno nel petto, e ho paura che non possa più riprendere a volare.
Nelle ultime notti ho sognato più e più volte volti e luoghi della mia adolescenza. Ho sognato le amiche del cuore, perse di vista dopo il liceo, il primo, immenso amore (ma quale amore adolescente non lo è?), che mi veniva incontro con un bicchiere di spumante in mano, e con lui tutti i vecchi amici, a brindare con me, ad accogliermi felici. Credo di avere voglia di tornare indietro, da un certo punto di vista. Non tanto all'adolescenza, a quegli amici, a quel primo amore, anzi! Credo di aver voglia di tornare a quella leggerezza che non sono più riuscita a provare, alla capacità di sognare un futuro migliore, che ho completamente perso in questo 2015.
Se mi chiedessero ora che cosa significa, per me, diventare adulti, risponderei che significa diventare pesanti. Muoversi nel mondo come degli elefanti, fino al punto di preferire rintanarsi in casa, perché muoversi là fuori, se si è degli elefanti, non è facile. Tutti ti guardano, ti giudicano, si aspettano che tu sia leggero e rida, ma come fai? Sei un elefante, e puoi solo inciampare, o rompere qualcosa, o farti male.
La scoperta della nostra infertilità mi ha resa così. Il mondo, là fuori, si aspetta di vedere la vecchia me. Io invece ormai sono un elefante, e non ho la voglia, il tempo, le energie per andare là fuori a giustificarmi. Ogni volta che capita un'occasione ufficiale, non rimandabile, mi vesto di coraggio e ci provo; ma le ultime occasioni sono state davvero penose per me, e sono dovuta andarmene con la scusa di un mal di testa, tanto mi sentivo fuori posto.
Ma è sbagliato sentirsi così, nella nostra situazione? O è "giusto", nel senso che posso permettermelo, di sentirmi così, che sono giustificata"? Io non lo so, davvero. Fino a qualche tempo fa mi sentivo in colpa, per questo. Sentivo di non essere abbastanza forte, e me ne davo una colpa. Ora non ho più nemmeno la forza di sentirmi in colpa. L'elefante ha vinto, e me ne resto in casa, il più possibile. Non so quanto resisterò, in questa condizione. Forse un giorno mi sveglierò e capirò che bastava scrollarsi, per far sparire l'elefante e far tornare la vecchia me. Ma per ora non riesco a farlo...
Nelle ultime notti ho sognato più e più volte volti e luoghi della mia adolescenza. Ho sognato le amiche del cuore, perse di vista dopo il liceo, il primo, immenso amore (ma quale amore adolescente non lo è?), che mi veniva incontro con un bicchiere di spumante in mano, e con lui tutti i vecchi amici, a brindare con me, ad accogliermi felici. Credo di avere voglia di tornare indietro, da un certo punto di vista. Non tanto all'adolescenza, a quegli amici, a quel primo amore, anzi! Credo di aver voglia di tornare a quella leggerezza che non sono più riuscita a provare, alla capacità di sognare un futuro migliore, che ho completamente perso in questo 2015.
Se mi chiedessero ora che cosa significa, per me, diventare adulti, risponderei che significa diventare pesanti. Muoversi nel mondo come degli elefanti, fino al punto di preferire rintanarsi in casa, perché muoversi là fuori, se si è degli elefanti, non è facile. Tutti ti guardano, ti giudicano, si aspettano che tu sia leggero e rida, ma come fai? Sei un elefante, e puoi solo inciampare, o rompere qualcosa, o farti male.
La scoperta della nostra infertilità mi ha resa così. Il mondo, là fuori, si aspetta di vedere la vecchia me. Io invece ormai sono un elefante, e non ho la voglia, il tempo, le energie per andare là fuori a giustificarmi. Ogni volta che capita un'occasione ufficiale, non rimandabile, mi vesto di coraggio e ci provo; ma le ultime occasioni sono state davvero penose per me, e sono dovuta andarmene con la scusa di un mal di testa, tanto mi sentivo fuori posto.
Ma è sbagliato sentirsi così, nella nostra situazione? O è "giusto", nel senso che posso permettermelo, di sentirmi così, che sono giustificata"? Io non lo so, davvero. Fino a qualche tempo fa mi sentivo in colpa, per questo. Sentivo di non essere abbastanza forte, e me ne davo una colpa. Ora non ho più nemmeno la forza di sentirmi in colpa. L'elefante ha vinto, e me ne resto in casa, il più possibile. Non so quanto resisterò, in questa condizione. Forse un giorno mi sveglierò e capirò che bastava scrollarsi, per far sparire l'elefante e far tornare la vecchia me. Ma per ora non riesco a farlo...
When we'll wake up, some morning rain will wash away our pain,
When we'll wake up, some morning rain will wash away our pain,
'cause it never began for us, it'll never end for us,
'cause it never began for us, it'll never end for us.
(Rainbow - Elisa)
mercoledì 14 ottobre 2015
Tesoro, mi regali un anello???
Non sono mai, e dico MAI riuscita in vita mia a prendere per un intero ciclo la temperatura basale. E' davvero più forte di me... la mattina mi sveglio, e mica mi ricordo di farlo. Mi alzo, faccio mille cose, e poi "oddio, non ho preso la temperatura!". Ora, lo so che nel nostro caso non ha molto senso, prenderla. Ormai siamo così "avanti" nel mondo dell'infertilità che abbiamo abbandonato ogni speranza "naturale". Però sarei curiosa di vedere com'è, questo ciclo. Nel mio nuovo libro preferito (sempre quello: La cura dell'infertilità), la dottoressa Lewis spiega quanto sia importante conoscere a fondo il proprio ciclo, anche per formulare una diagnosi (stiamo parlando di MTC, ovviamente). Quindi invita le sue pazienti a utilizzare il metodo della temperatura basale e a confrontare i grafici pre e post trattamento. Spiega anche come sono fatti i grafici di chi resta incinta... cavolo, una così può saperlo anche pre-test!
Comunque, di recente ho ripreso in mano questa idea, mi sono informata sull'esistenza di termometri appositi (sì, esistono, no, non sono sicura che vadano tanto meglio dei tradizionali termometri che sono presenti in tutte le case. So solo che il mio termometro fa schifo...) e ci ho riprovato, ma nada. Ho misurato per due mattine, poi basta. Me ne sono dimenticata. Poco fa ho letto un paio di articoli in inglese sull'infertilità (una volta leggevo i classici, in lingua originale... i tempi sono decisamente cambiati!) e... TA DAAAAN! Cosa ti trovo??? Un nuovissimo metodo per misurare facilissimamente e costantemente la temperatura interna! Un anello vaginale termosensibile che misura la temperatura ogni 6 minuti, invio i dati all'apposita APP su telefonino, e il grafico si fa da solo!
Così sono andata sul sito del produttore, eccolo qui! Al momento stanno raccogliendo quote in prevendita (deve essere una start up o qualcosa del genere), e le prime spedizioni saranno in dicembre, in tempo per Natale... il periodo più romantico dell'anno! In più ti manda un SMS quando stai per ovulare... Davvero, questo è l'unico anello che vorrei in regalo da mio marito! =D
Allora, ha dei contro non indifferenti: 1. il costo 2. dura solo un mese! 3. il costo, visto che dura solo un mese! :/ Visto che la tecnologia è nota per essere molto costosa all'inizio, e diventare poi alla portata di tutti (vabbè, a parte quella della Apple, ma è un discorso a parte!), la speranza è che nel giro di qualche anno il costo diminuisca, e le donne inizino a raccontare alle proprie figlie cose tipo "ah, ai miei tempi... si faceva tutto con termometro, carta e penna!". Io ci sto facendo un pensierino... in fondo per ora basterebbe misurare la temperatura per un solo mese. E poi mi immagino mentre leggo l'SMS durante una riunione di lavoro... scusate, sì ecco, un'emergenza, devo andare! Oddio, sì, LO VOGLIO! :)
Comunque, di recente ho ripreso in mano questa idea, mi sono informata sull'esistenza di termometri appositi (sì, esistono, no, non sono sicura che vadano tanto meglio dei tradizionali termometri che sono presenti in tutte le case. So solo che il mio termometro fa schifo...) e ci ho riprovato, ma nada. Ho misurato per due mattine, poi basta. Me ne sono dimenticata. Poco fa ho letto un paio di articoli in inglese sull'infertilità (una volta leggevo i classici, in lingua originale... i tempi sono decisamente cambiati!) e... TA DAAAAN! Cosa ti trovo??? Un nuovissimo metodo per misurare facilissimamente e costantemente la temperatura interna! Un anello vaginale termosensibile che misura la temperatura ogni 6 minuti, invio i dati all'apposita APP su telefonino, e il grafico si fa da solo!
Così sono andata sul sito del produttore, eccolo qui! Al momento stanno raccogliendo quote in prevendita (deve essere una start up o qualcosa del genere), e le prime spedizioni saranno in dicembre, in tempo per Natale... il periodo più romantico dell'anno! In più ti manda un SMS quando stai per ovulare... Davvero, questo è l'unico anello che vorrei in regalo da mio marito! =D
Allora, ha dei contro non indifferenti: 1. il costo 2. dura solo un mese! 3. il costo, visto che dura solo un mese! :/ Visto che la tecnologia è nota per essere molto costosa all'inizio, e diventare poi alla portata di tutti (vabbè, a parte quella della Apple, ma è un discorso a parte!), la speranza è che nel giro di qualche anno il costo diminuisca, e le donne inizino a raccontare alle proprie figlie cose tipo "ah, ai miei tempi... si faceva tutto con termometro, carta e penna!". Io ci sto facendo un pensierino... in fondo per ora basterebbe misurare la temperatura per un solo mese. E poi mi immagino mentre leggo l'SMS durante una riunione di lavoro... scusate, sì ecco, un'emergenza, devo andare! Oddio, sì, LO VOGLIO! :)
martedì 13 ottobre 2015
Anterocosa? Ovvero, della posizione dell'utero
Succede che questa mattina presto sia finalmente l'ora del mio massaggio addominale Maya settimanale. Non andavo dalla mia terapista da due settimane, perché durante il ciclo il massaggio non si fa, quindi la scorsa settimana non ci siamo viste. Inizio a raccontarle tutte le novità, soprattutto la visita e i 5 follicolini, le accenno dell'FSH e le dico che mi fa star male, quel valore, ma che non voglio soffermarmici troppo sopra. E lei intanto inizia a massaggiare. In queste settimane, via via che prendevo confidenza con la mia pancia, massanggiandola, con i suoi punti dolenti, con quelli non più dolenti, con certe escrescenze che forse sono aderenze da sciogliere, forse sono pezzetti del mio corpo che è giusto che siano lì, ho iniziato a chiedermi dove si trovassero esattamente il mio utero e dove le ovaie, se fosse possibile per me sentirle, durante il massaggio. Nel corso della prima seduta, solo massaggiandomi lei mi aveva detto che il mio utero era retroversoflesso, cosa che sapevo dalla mia prima visita ginecologica. Così le ho chiesto di indicarmi dove si trovasse. Mentre mi spiegava la posizione dell'utero e delle ovaie facendo "disegnini" sul mio corpo, le dico "Sai, all'ecografia di pochi giorni fa mi hanno detto che il mio utero è ante... antero qualcosa... Così vorrei capire bene dove si trova e vedere se nel tempo sento delle modificazioni, per capire quando si raddrizza".
Momento di pausa della terapista, che smette di disegnare le ovaie sulla mia pancia e mi dice: "TI-HANNO-DETTO-CHE-E'-ANTIVERSO?".
Sì... "Ma allora è già tornato in posizione!". Alèèèèèè, evviva il mio utero che dopo 1 solo mese di sedute di massaggio, si è riallineato!
Ecco spiegato quindi lo scorso ciclo, diverso da tutti gli altri... Doloroso, senza essere insopportabile, ma con una sensazione di mal di pancia e mal di schiena a livello lombare che non ero abituata a sentire. Secondo la terapista, essendosi allineato e raddrizzato l'utero, dopo anni in cui è stato retroversoflesso, verso sinistra, la nuova posizione, aggravata dal peso dell'utero durante il ciclo, ha fatto sì che i legamenti che lo tengono in posizione fossero "tirati", e quindi mi dessero fastidio a livello lombare. Un ciclo con pochissimi coaguli, io che ero abituata a vederne tanti... questo perché essendo in posizione, lascia fluire più facilmente il sangue, evitando che coaguli (oddio, forse la descrizione non è proprio scientifica... ma è quanto ho capito!).
Inutile dire che da ieri continuo a pensare al mio utero finalmente dritto, e mi sento in qualche modo più equilibrata in generale!
Momento di pausa della terapista, che smette di disegnare le ovaie sulla mia pancia e mi dice: "TI-HANNO-DETTO-CHE-E'-ANTIVERSO?".
Sì... "Ma allora è già tornato in posizione!". Alèèèèèè, evviva il mio utero che dopo 1 solo mese di sedute di massaggio, si è riallineato!
Ecco spiegato quindi lo scorso ciclo, diverso da tutti gli altri... Doloroso, senza essere insopportabile, ma con una sensazione di mal di pancia e mal di schiena a livello lombare che non ero abituata a sentire. Secondo la terapista, essendosi allineato e raddrizzato l'utero, dopo anni in cui è stato retroversoflesso, verso sinistra, la nuova posizione, aggravata dal peso dell'utero durante il ciclo, ha fatto sì che i legamenti che lo tengono in posizione fossero "tirati", e quindi mi dessero fastidio a livello lombare. Un ciclo con pochissimi coaguli, io che ero abituata a vederne tanti... questo perché essendo in posizione, lascia fluire più facilmente il sangue, evitando che coaguli (oddio, forse la descrizione non è proprio scientifica... ma è quanto ho capito!).
Inutile dire che da ieri continuo a pensare al mio utero finalmente dritto, e mi sento in qualche modo più equilibrata in generale!
domenica 11 ottobre 2015
Ematologa, I love you!
Domenica mattina, ore 9. Mi sto vestendo per andare a fare colazione in pasticceria (eh sì, ogni tanto ci sta... e dopo la botta dell'FSH ne avevo decisamente bisogno) quando suona il telefono. Numero sconosciuto, ma prefisso noto. Lo stesso della città in cui si trova la mia clinica di PMA di fiducia. Saranno loro, di domenica mattina? Ma se non sto nemmeno facendo la stimolazione (né ho ancora deciso quando farla... dicembre col rischio di rovinarsi le feste? Gennaio, anno nuovo stimolazione nuova?). Che sia un call center di Sky o menate varie? Vabbè, rispondo.
Incredibile ma vero, è lei, la mia mitica ematologa! Ha ricevuto il mio fax di venerdì con i risultati delle analisi del sangue a due mesi dall'assunzione di eparina (ogni due mesi le devo rifare) e mi chiama per dirmi che va tutto bene e per sapere come sto. UN MEDICO CHE MI CHIAMA DI DOMENICA MATTINA (ANCHE) PER SAPERE COME STO? Ma io ti amo, ematologa!
Le racconto un po' come va e come sono messa (la prossima ICSI sarà tra qualche mese, ecc ccc) e lei mi interrompe chiedendomi "sta facendo prendere l'acido folico a suo marito, vero? Mi raccomando eh, dateci dentro, che magari questo bambino arriva naturalmente! Dai dai, si compri già le calze graduate (le dovrò portare per tutta la gravidanza, se mai ci sarà una gravidanza, sic!) che portano bene. Quelle belle, eh, autoreggenti, mica quelle cose da nonna ammazza-desiderio". Eh vabbè, ematologa, non ti amo solo perché mi hai fatto una super visita e mi hai dato consigli e speranza quando ormai non ne avevo più, o perchè mi chiami la domenica per dirmi di proseguire con la terapia, che le analisi vanno bene. Ti amo anche perché ogni volta mi fai ridere un sacco, mi aiuti a sdrammatizzare questa situazione così pesante... e perché tu credi davvero che io ce la possa fare.
La doppia brioche (una alla crema e una al pistacchio) stamattina l'ho mangiata in tuo onore. Meglio se non te lo dico però, visto che alla visita mi avevi chiesto di mettermi un po' a dieta. Ok, un po' l'ho aggiunto io. A dieta sul serio. Ematologa, perdonami, ma ogni tanto devo sgarrare... ne va della mia salute mentale!
Incredibile ma vero, è lei, la mia mitica ematologa! Ha ricevuto il mio fax di venerdì con i risultati delle analisi del sangue a due mesi dall'assunzione di eparina (ogni due mesi le devo rifare) e mi chiama per dirmi che va tutto bene e per sapere come sto. UN MEDICO CHE MI CHIAMA DI DOMENICA MATTINA (ANCHE) PER SAPERE COME STO? Ma io ti amo, ematologa!
Le racconto un po' come va e come sono messa (la prossima ICSI sarà tra qualche mese, ecc ccc) e lei mi interrompe chiedendomi "sta facendo prendere l'acido folico a suo marito, vero? Mi raccomando eh, dateci dentro, che magari questo bambino arriva naturalmente! Dai dai, si compri già le calze graduate (le dovrò portare per tutta la gravidanza, se mai ci sarà una gravidanza, sic!) che portano bene. Quelle belle, eh, autoreggenti, mica quelle cose da nonna ammazza-desiderio". Eh vabbè, ematologa, non ti amo solo perché mi hai fatto una super visita e mi hai dato consigli e speranza quando ormai non ne avevo più, o perchè mi chiami la domenica per dirmi di proseguire con la terapia, che le analisi vanno bene. Ti amo anche perché ogni volta mi fai ridere un sacco, mi aiuti a sdrammatizzare questa situazione così pesante... e perché tu credi davvero che io ce la possa fare.
La doppia brioche (una alla crema e una al pistacchio) stamattina l'ho mangiata in tuo onore. Meglio se non te lo dico però, visto che alla visita mi avevi chiesto di mettermi un po' a dieta. Ok, un po' l'ho aggiunto io. A dieta sul serio. Ematologa, perdonami, ma ogni tanto devo sgarrare... ne va della mia salute mentale!
venerdì 9 ottobre 2015
12,5
Quest'anno, nell'ordine, ho dovuto affrontare una malattia bruttissima, in famiglia, la peggiore che si possa immagine... soprattutto su un bambino. E la diagnosi di un'infertilità doppia, a 32 anni. Ho dovuto affrontare medici assolutamente incompetenti, che per due anni mi hanno ripetuto di stare tranquilla, che tutto era a posto, di rilassarmi, le domande della gente - e allora, quando tocca a voi? -, visite su visite, analisi, prelievi, punture, flebo, porte chiuse in faccia, anestesie, ecografie, corse in treno, sveglie che suonavano alle 5, la delusione di un transfer mancato, medici che parlano di ovodonazione come se parlassero di una nuova pizzeria da provare in centro. L'ho fatto, ce l'ho fatta, e nonostante tutto il dolore, in questi ultimi mesi ho ritrovato un po' di me stessa, della mia forza.
Ma stamattina proprio non ce la faccio. Stamattina ho bisogno di crollare e di piangere. Sono arrivati i risultati degli esami ormonali, e l'FSH al terzo giorno era a quota 12,5. Di nuovo. Alto.
L'ultima volta, lo scorso aprile, era a 6,6. Davvero speravo che le medicine, gli integratori, l'agopuntura, il massaggio Maya, che la mia rinnovata tranquillità avessero contribuito a qualcosa. E invece sono di nuovo al punto di partenza. 12,5 è troppo. E' troppo per sperare che qualcosa stia migliorando, è troppo da sopportare. Non ce la faccio più. Oggi ho voglia di arrendermi, e basta. Oggi penso che sia tutto inutile, che sia una battaglia troppo grande per me.
mercoledì 7 ottobre 2015
Buone notizie?
Stamattina ho avuto la prima visita nel reparto PMA dell'ospedale della mia città. L'avevo prenotata a febbraio... e visti i mesi di attesa, nel frattempo ho preferito andare avanti per altre strade, in un'altra città. Ma quella visita non l'avevo cancellata... non si sa mai, no?
Così stamattina mi sono presentata alla visita, da sola (mio marito è fuori città per lavoro), puntualissima. E agitatissima. Sì, perché anche se ormai di visite ne ho fatte a decine, anche se ormai so qual è la nostra situazione... ecco, non mi sono ancora abituata. E poi le brutte notizie possono sempre essere in agguato, la situazione può anche peggiorare.
Le dottoresse che mi hanno accolta mi sono piaciute subito, a pelle. Ho mostrato loro i vari esami, mi hanno tempestata di domande, e ogni tanto, per farmi coraggio, mi dicevano di stare tranquilla, di non essere così agitata. Quando è stata l'ora di mostrare l'AMH - eeeeehhhh, il "meglio" lo si tiene per la fine! - ho iniziato a balbettare numeri mescolati alle parole "menopausa", "precoce", "terrore", "incubo". Al che una delle due mi ha fissata, e mi ha detto "Signora, stia tranquilla. Noi qui prendiamo in cura anche donne che hanno il valore dell'AMH a zero. E' un valore da prendere con le pinze, soprattutto perché lei ha 32 anni, e i suoi ovociti, anche se pochi, sono pur sempre quelli di una 32enne". Ecco, io l'avrei abbracciata in quel momento! Impossibile non confrontarla con la prima dottoressa che ci ha visitati, nell'altra città: prima visita in assoluto in un centro fertilità, ci ha praticamente cacciati bollandoci come "caso senza speranza", tra un'espressione schifata e l'altra. E ora, nell'ospedale pubblico della mia città - con tutto quello che si dice, di male, della sanità pubblica - trovo persone disposte a prendersi cura di noi, a lottare con noi... Non ci speravo proprio, credevo che non ci avrebbero presi in carico!
Il caso ha poi voluto che oggi fosse anche il mio terzo giorno di ciclo... quindi, di corsa a fare gli esami ormonali e poi una eco. Dai, l'eco non è andata male... Nel ciclo della ICSI, quello di luglio, i follicoli erano 3. Oggi sono 5. Quasi raddoppiati! L'endometrio è a posto (con tutta l'eparina che prendo, spero bene che sia a posto!), e in passato era sempre un po' scarsino... Anche le misure delle ovaie, che sono piccoline ormai, poverine!, tutto sommato mi hanno rincuorata. La cosa che mi lascia sempre perplessa, è che queste misurazioni, fatte sì con strumenti, ma comunque sempre guidati dalla mano di un medico, potrebbero essere imprecise. Nel bene e nel male... Io comunque ho proprio deciso di trattenere solo il meglio, in questo percorso, e di lasciare andare il peggio. Quindi queste misure e questi follicoli me li tengo ben stretti... sperando che anche gli ormonali fatti oggi diano buoni esiti!
Gli accordi sono di aspettare gli esiti degli ormonali e di altri genetici che ci hanno chiesto di fare in aggiunta, e di rivederci poi per una proposta di percorso, in cui ci verranno comunicati anche i tempi di attesa. Per il momento, i tempi standard sono di un anno. Ho chiesto se nel nostro caso, vista l'urgenza della riserva ovarica, è prevista una lista d'attesa minore. Mi hanno detto che lo vedranno solo una volta raccolti tutti i dati. Sapete una cosa? Per una volta, non mi dispiacerebbe dover aspettare, come tutte le altre persone. Significherebbe che non sono un caso disperato, che c'è ancora tempo... Certo, se comunque mi facessero passare un po' avanti, non sarebbe male! :)
Intanto abbiamo un tentativo già previsto fuori regione; il sogno è che per un po', non ne servano altri, passato questo. Ma se servissero, spero che ci sia la possibilità di fare un tentativo anche qui, a 10 minuti da casa, invece che a 2 ore di treno!
Una cosa che mi lascia l'amaro in bocca è stato scoprire che queste liste d'attesa esagerate sono dovute al fatto che il reparto è assolutamente sottodimensionato. C'è una sala visite, una coppia alla volta... faranno 4 o 5 coppie a mattina. Troppo poche rispetto all'esigenza reale... La sanità della mia Regione è ben vista a livello nazionale... perché proprio sulla PMA si taglia così tanto?
Così stamattina mi sono presentata alla visita, da sola (mio marito è fuori città per lavoro), puntualissima. E agitatissima. Sì, perché anche se ormai di visite ne ho fatte a decine, anche se ormai so qual è la nostra situazione... ecco, non mi sono ancora abituata. E poi le brutte notizie possono sempre essere in agguato, la situazione può anche peggiorare.
Le dottoresse che mi hanno accolta mi sono piaciute subito, a pelle. Ho mostrato loro i vari esami, mi hanno tempestata di domande, e ogni tanto, per farmi coraggio, mi dicevano di stare tranquilla, di non essere così agitata. Quando è stata l'ora di mostrare l'AMH - eeeeehhhh, il "meglio" lo si tiene per la fine! - ho iniziato a balbettare numeri mescolati alle parole "menopausa", "precoce", "terrore", "incubo". Al che una delle due mi ha fissata, e mi ha detto "Signora, stia tranquilla. Noi qui prendiamo in cura anche donne che hanno il valore dell'AMH a zero. E' un valore da prendere con le pinze, soprattutto perché lei ha 32 anni, e i suoi ovociti, anche se pochi, sono pur sempre quelli di una 32enne". Ecco, io l'avrei abbracciata in quel momento! Impossibile non confrontarla con la prima dottoressa che ci ha visitati, nell'altra città: prima visita in assoluto in un centro fertilità, ci ha praticamente cacciati bollandoci come "caso senza speranza", tra un'espressione schifata e l'altra. E ora, nell'ospedale pubblico della mia città - con tutto quello che si dice, di male, della sanità pubblica - trovo persone disposte a prendersi cura di noi, a lottare con noi... Non ci speravo proprio, credevo che non ci avrebbero presi in carico!
Il caso ha poi voluto che oggi fosse anche il mio terzo giorno di ciclo... quindi, di corsa a fare gli esami ormonali e poi una eco. Dai, l'eco non è andata male... Nel ciclo della ICSI, quello di luglio, i follicoli erano 3. Oggi sono 5. Quasi raddoppiati! L'endometrio è a posto (con tutta l'eparina che prendo, spero bene che sia a posto!), e in passato era sempre un po' scarsino... Anche le misure delle ovaie, che sono piccoline ormai, poverine!, tutto sommato mi hanno rincuorata. La cosa che mi lascia sempre perplessa, è che queste misurazioni, fatte sì con strumenti, ma comunque sempre guidati dalla mano di un medico, potrebbero essere imprecise. Nel bene e nel male... Io comunque ho proprio deciso di trattenere solo il meglio, in questo percorso, e di lasciare andare il peggio. Quindi queste misure e questi follicoli me li tengo ben stretti... sperando che anche gli ormonali fatti oggi diano buoni esiti!
Gli accordi sono di aspettare gli esiti degli ormonali e di altri genetici che ci hanno chiesto di fare in aggiunta, e di rivederci poi per una proposta di percorso, in cui ci verranno comunicati anche i tempi di attesa. Per il momento, i tempi standard sono di un anno. Ho chiesto se nel nostro caso, vista l'urgenza della riserva ovarica, è prevista una lista d'attesa minore. Mi hanno detto che lo vedranno solo una volta raccolti tutti i dati. Sapete una cosa? Per una volta, non mi dispiacerebbe dover aspettare, come tutte le altre persone. Significherebbe che non sono un caso disperato, che c'è ancora tempo... Certo, se comunque mi facessero passare un po' avanti, non sarebbe male! :)
Intanto abbiamo un tentativo già previsto fuori regione; il sogno è che per un po', non ne servano altri, passato questo. Ma se servissero, spero che ci sia la possibilità di fare un tentativo anche qui, a 10 minuti da casa, invece che a 2 ore di treno!
Una cosa che mi lascia l'amaro in bocca è stato scoprire che queste liste d'attesa esagerate sono dovute al fatto che il reparto è assolutamente sottodimensionato. C'è una sala visite, una coppia alla volta... faranno 4 o 5 coppie a mattina. Troppo poche rispetto all'esigenza reale... La sanità della mia Regione è ben vista a livello nazionale... perché proprio sulla PMA si taglia così tanto?
lunedì 5 ottobre 2015
33esimo giorno...
Oggi siamo a quota 33 giorni di ciclo. Potrebbe essere un bene (magari sono incinta - seeeeeee, credici!), potrebbe essere un male (magari sto "solo" andando in menopausa), potrebbe non essere nulla (il cambio di stagione, le terapie che sto facendo... un banale ritardo). Dopo aver "sprecato" parecchi test di gravidanza, in passato, ho deciso che non avrei mai più fatto un test, salvo arrivare a minimo una settimana di ritardo. Il problema è calcolarla, sta settimana, con un ciclo irregolare come il mio! Sono passata dai 28, ai 21, ai 26, ai 24... negli ultimi 9-10 mesi, mi ero attestata su una media di 26. "Prima il ciclo si accorcia, poi si allunga, poi inizia a saltare e poi sparisce". Questa è stata la previsione, gentilmente offertami da una giovane dottoressa alla mia prima visita in un centro per la fertilità, sull'uscio della porta, mentre stavo cercando di mantenere un contegno nell'affollata sala d'aspetto e insieme di soffocare le lacrime che trattenevo ormai da un'ora, dal momento della diagnosi di scarsa riserva ovarica e dall'immediato suggerimento "signora, esiste l'eterologa"... Ecco, forse sto entrando nella seconda fase, quella in cui il ciclo inizia ad allungarsi. Il mese scorso 31 giorni, questo siamo a quota 33 e ancora non si vede nulla. Se si allunga con questa velocità, mi troverò in menopausa tra pochi mesi...
Ieri, in un impeto di ottimismo, mi sono messa a fantasticare... e se l'eparina e i mille integratori avessero avuto effetto, e se fosse successo il miracolo... ma ho cercato subito di cancellare l'ondata di felicità e di calore che stava cogliendo alla sprovvista la mia anima, ormai abituata al gelo di questi mesi, allietato solo da brevissimi scorci primaverili (una cena con il mio amore, il sorriso di un bambino sconosciuto, il mio gatto che "impasta" la coperta che ho sui piedi, facendomi il solletico, e poi sì, ok, lo ammetto: quel cup cake doppio cioccolato che mi mangio ogni tanto di nascosto, alla faccia della dieta!).
Si prospettano giorni duri: domani avrò una visita al centro per la fertilità dell'ospedale della mia città (prenotato a febbraio... al punto che mi ero quasi dimenticata di averlo fatto!), so che dovrò ripetere tutta la tiritera, so che dovrò stare a gambe aperte per un po' davanti a medici sconosciuti, so che mi diranno che non possono fare molto, per me, e probabilmente nemmeno mi prenderanno in carico; poi, come se non bastasse, "devo" andare a trovare un'amica che ha partorito da poco. Dico devo, tra virgolette, perché in realtà voglio. Solo che farà male... Così sto cercando di prendere coraggio, e di affrontare i prossimi due giorni col sorriso, nonostante il ciclo che non arriva e ti illude, ma poi arriverà e anche se sei preparata, sarà la solita, enorme botta; nonostante i medici che domani mi guarderanno e scuoteranno la testa con disappunto (manco fosse colpa mia, quello che sto vivendo...); nonostante il contrasto stridente tra il dolore sordo e continuo che provo nell'anima, e la gioia del sorriso di una mamma che stringe tra le braccia il proprio bambino...
Ieri, in un impeto di ottimismo, mi sono messa a fantasticare... e se l'eparina e i mille integratori avessero avuto effetto, e se fosse successo il miracolo... ma ho cercato subito di cancellare l'ondata di felicità e di calore che stava cogliendo alla sprovvista la mia anima, ormai abituata al gelo di questi mesi, allietato solo da brevissimi scorci primaverili (una cena con il mio amore, il sorriso di un bambino sconosciuto, il mio gatto che "impasta" la coperta che ho sui piedi, facendomi il solletico, e poi sì, ok, lo ammetto: quel cup cake doppio cioccolato che mi mangio ogni tanto di nascosto, alla faccia della dieta!).
Si prospettano giorni duri: domani avrò una visita al centro per la fertilità dell'ospedale della mia città (prenotato a febbraio... al punto che mi ero quasi dimenticata di averlo fatto!), so che dovrò ripetere tutta la tiritera, so che dovrò stare a gambe aperte per un po' davanti a medici sconosciuti, so che mi diranno che non possono fare molto, per me, e probabilmente nemmeno mi prenderanno in carico; poi, come se non bastasse, "devo" andare a trovare un'amica che ha partorito da poco. Dico devo, tra virgolette, perché in realtà voglio. Solo che farà male... Così sto cercando di prendere coraggio, e di affrontare i prossimi due giorni col sorriso, nonostante il ciclo che non arriva e ti illude, ma poi arriverà e anche se sei preparata, sarà la solita, enorme botta; nonostante i medici che domani mi guarderanno e scuoteranno la testa con disappunto (manco fosse colpa mia, quello che sto vivendo...); nonostante il contrasto stridente tra il dolore sordo e continuo che provo nell'anima, e la gioia del sorriso di una mamma che stringe tra le braccia il proprio bambino...
La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti
(Soren Kierkegaard)
Aggiornamento delle 20.00: ciclo arrivato... quindi non sono incinta (e chi ci sperava davvero?), ma non sono nemmeno in menopausa! 1-1, palla al centro... e si ricomincia!
venerdì 2 ottobre 2015
Cambio di stagione
Quella di oggi è decisamente una giornata autunnale. Un vento pazzesco, fuori casa, e parecchio freddo (anche se so di non fare testo... da giorni, in casa, giro con le felpone più pesanti del mio armadio, e ho già la trapunta sul letto...). Vien voglia di divano, coperte e tisane... Così, approfittando di un'oretta libera dal lavoro, mi sono dedicata a un restyling completo del blog!
Lo volevo fare da tempo, per personalizzarlo... ho bisogno di sentirlo "mio", di riappropriarmi perfino di questo strumento, in questo percorso in cui cerco di riappropriarmi del mio corpo e della mia vita.
riappropriarsi v. intr. pron. [der. di appropriare, col pref. ri-] (io mi riappròprio, ecc.). - [riprendere possesso di un bene o di un diritto che si era perduto, con la prep. di: r. di una somma, della libertà] ≈ recuperare (ø), rientrare in possesso, riguadagnare (ø), rimpossessarsi, riottenere (ø), riprendersi (ø). ‖ riconquistare (ø). ↔ riperdere (ø).
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