giovedì 16 luglio 2015

Nono giorno, primo post

Oggi è il mio nono giorno di stimolazione. Il nono giorno della mia prima ICSI, che poi sarà anche l'ultima, sembra. Non rispondo alla cura, sono una cosiddetta "poor responder". E' buffo pensare che all'esame più importante della mia vita, mi sto presentando impreparata! Io, che all'università avevo tutti 30, che ho finito il liceo con la media del 9, arrivo all'Esame, quello con la E maiuscola, senza portare nulla di pronto!
Eppure ho fatto di tutto, per arrivare pronta all'appello. Ho studiato (mesi e mesi online, tra siti medici e forum, a caccia di consigli, statistiche, farmaci e medici miracolosi), ho preso tutte le medicine, in modo ligio, quasi ossessivo (chiedetelo al mio farmacista e a tutti i farmaci che ho acquistato due volte perché la prima volta li ho dimenticati fuori dal frigo per un'ora, e fuori ci sono 30 gradi, e sulla scatola c'è scritto "conservare a massimo 25"...). Ho comprato integratori di ogni tipo, speso un sacco di soldi, ho iniziato perfino a fare agopuntura (e ho anche scoperto, nonostante l'iniziale perplessità, che mi piace molto!) e mi sono portata appresso, sulla pancia, i lividi causati dall'eparina. Sì, anche quella prendo, perché ho la "flussimetria uterina bilateralmente alterata". E anche quella delle spiraliformi. Che aggiunta al mio ipotiroidismo e alle dimensioni ormai più simili a nocciole, delle mie ovaie, danno un perfetto quadro della mia inettitudine materna. Non ce la posso fare, insomma.

Eppure voglio provarci, lo voglio con ogni singola cellula del mio corpo, anche con quella meno collaborativa, con quelle maledette ovaie che si stanno spegnendo, con quell'utero che mai, finora, ha accolto la vita. E in nome di tutto questo, di un figlio che desideriamo con tutti noi stessi - sì, perché c'è anche un marito, ad aspettare questo bimbo! - da quasi 5 mesi ci sorbiamo visite a 200 km di distanza da casa, spermiogrammi, prelievi di ogni tipo, tamponi, ansie da ritiro referti, bombardamenti ormonali ed emotivi che metterebbero alla prova la più motivata delle coppie... Il nostro portafogli invoca il quinto emendamento ogni volta che ci vede - non vuole più nemmeno rispondere alla domanda "ma dove sono finiti tutti quei soldi?" -, gli amici ci hanno dato per dispersi e non si sforzano più nemmeno di farsi sentire (e come biasimarli? Non sanno nulla, del nostro percorso... sanno solo che all'improvviso abbiamo iniziato a dribblare telefonate e inviti con scuse sempre meno convincenti...), e io... io non ricordo nemmeno più l'ultima volta in cui ho sorriso davvero, con il cuore, o l'ultima notte di sonno beato. Sembra di vivere in un incubo... l'infertilità è un incubo, soprattutto quando ti colpisce a 31 anni.

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