Ieri, in un impeto di ottimismo, mi sono messa a fantasticare... e se l'eparina e i mille integratori avessero avuto effetto, e se fosse successo il miracolo... ma ho cercato subito di cancellare l'ondata di felicità e di calore che stava cogliendo alla sprovvista la mia anima, ormai abituata al gelo di questi mesi, allietato solo da brevissimi scorci primaverili (una cena con il mio amore, il sorriso di un bambino sconosciuto, il mio gatto che "impasta" la coperta che ho sui piedi, facendomi il solletico, e poi sì, ok, lo ammetto: quel cup cake doppio cioccolato che mi mangio ogni tanto di nascosto, alla faccia della dieta!).
Si prospettano giorni duri: domani avrò una visita al centro per la fertilità dell'ospedale della mia città (prenotato a febbraio... al punto che mi ero quasi dimenticata di averlo fatto!), so che dovrò ripetere tutta la tiritera, so che dovrò stare a gambe aperte per un po' davanti a medici sconosciuti, so che mi diranno che non possono fare molto, per me, e probabilmente nemmeno mi prenderanno in carico; poi, come se non bastasse, "devo" andare a trovare un'amica che ha partorito da poco. Dico devo, tra virgolette, perché in realtà voglio. Solo che farà male... Così sto cercando di prendere coraggio, e di affrontare i prossimi due giorni col sorriso, nonostante il ciclo che non arriva e ti illude, ma poi arriverà e anche se sei preparata, sarà la solita, enorme botta; nonostante i medici che domani mi guarderanno e scuoteranno la testa con disappunto (manco fosse colpa mia, quello che sto vivendo...); nonostante il contrasto stridente tra il dolore sordo e continuo che provo nell'anima, e la gioia del sorriso di una mamma che stringe tra le braccia il proprio bambino...
La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti
(Soren Kierkegaard)
Aggiornamento delle 20.00: ciclo arrivato... quindi non sono incinta (e chi ci sperava davvero?), ma non sono nemmeno in menopausa! 1-1, palla al centro... e si ricomincia!
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