mercoledì 13 gennaio 2016

Non scrivo da tantissimo, e non sono nemmeno sicura di riuscire ad arrivare alla fine di questo post. Scrivo di getto, stile flusso di coscienza, perché ormai non ho più nemmeno la forza di mettere in ordine i miei pensieri. Sono stati mesi duri, durissimi. E sono mesi duri quelli che si prospettano da qui in avanti. Non c'è tregua, per chi ha il fiato della menopausa precoce sul collo. Forse la tregua arriverà quando il ciclo sparirà del tutto, ma no, non credo che ci sarà nemmeno allora. Capite quindi perché sono esausta? Capite perché non ho più trovato nemmeno la forza di condividere i miei pensieri?

Ero partita con entusiasmo, tra alti e bassi. Un entusiasmo che ho cercato di mantenere alto anche davanti al primo, enorme, fallimento. Ho letto tantissimo, in tutte le lingue che conosco (in tutto 4, fate voi!), ovunque potessi trovare informazioni. Ho letto con l'ansia di chi sa che la risposta da qualche parte c'è, con la paura di non trovarla. Da un mese e mezzo ho smesso pure di leggere... non serve a nulla, risposte non ce ne sono, la malattia - perché tale è, a mio avviso, la menopausa, se ti colpisce a 30 anni - va avanti, nonostante le cure, anche le più alternative. E ogni caso è a sé: una cosa va bene per uno, un'altra per un altro, e per qualcuno non va bene nulla. Penso sia il mio caso, quest'ultimo.

In questi mesi mi sono dedicata anima, corpo e portafoglio, a questa terapia, la Arvigo Therapy, detta anche massaggio Maya. E ho avuto da subito dei risultati: dolori alla pancia spariti, problemi di digestione idem, pace con me stessa, utero finalmente al suo posto, sensazione di essere centrata. E due ecografie, a ottobre e novembre, che mostravano ben 5 follicoli (ehi, tu, donna che soffre di PCOS, non ridere dei miei 5 follicoli dall'alto dei tuoi minimo 20 ovociti prelevati ogni volta... e scusate l'acidità, ma ho pure visto questo, nelle sale d'attesa della mia clinica milanese) e un endometrio buono. Risollevata, decido che a gennaio si ricomincia: il 2015 è stato funesto per me e per molti dei miei amici e familiari, il 2016 andrà meglio. Per forza. E invece no, il per forza non esiste. Ciclo di fine novembre, preceduto da minima perdita di sangue il 20esimo giorno, circa 5/6 giorni dopo l'ovulazione e i rapporti. Sarà una perdita da impianto? La mente inizia a volare, il cuore sta a quota di crociera aerea... i sintomi li sento tutti, sono reali. Credevate che i fantasintomi non esistessero? Io pure. E invece: test negativo. Cado nel baratro e stavolta no, non mi rialzo. Il mese successivo, spotting dal 19esimo, ciclo al 25esimo. Calo di progesterone, lo so, mi è già successo. In una donna "normale" non significa nulla, in una donna a un passo dalla menopausa può dire molto. Me lo sento, e infatti, a gennaio niente ovulazione (la vedevo sempre), inizio ad avere caldo la notte, non vampate, ma un caldo diffuso, senza sudorazione. E me lo sento, di nuovo, che c'è qualcosa che non va.  E infatti: visita di programmazione, medico che non sa più come dirlo... endometrio sottile in fase luteale, nessun corpo luteo, tutto dorme. Mi dispiace, non so se riusciremo a partire come previsto col prossimo ciclo. Ma come dottore - dico io, ma in cuor mio già lo sapevo che c'era qualcosa che non andava - a ottobre e novembre 5 follicoli antrali, endometrio super a posto... cos'è successo? Signora, la sua condizione è grave da tempo... queste sono cose normali in casi come il suo. Vediamo cosa succede nei prossimi mesi, monitoriamo ogni inizio ciclo con eco+conta follicoli+FSH, e vediamo se c'è un mese buono. In quel caso, partiamo.

Ma io sono esausta, lo sono davvero con ogni cellula del mio corpo... non ne posso davvero più. Leggevo sul web dei miracoli di questa con FSH a 100 e poi una gravidanza, l'altra che ce l'ha fatta con la PMA, l'altra che era già in menopausa e poi è rimasta incinta naturalmente. Ma il mio miracolo, dov'è? Perché non sono mai nella parte giusta delle percentuali, ma sempre in quella negativa?

Scrivere era la mia terapia, lo è sempre stata, dalle prime crisi adolescenziali in poi. Scrivere per un po' è stato anche il mio lavoro. Ora ogni parola mi sembra inutile, superflua, perfino presuntuosa. Sei praticamente in menopausa, cosa vuoi leggere/scrivere/chiedere al mondo? Restatene buona, lì, nel tuo angolo, e basta. Ho 32 anni, cerco un figlio da 2, da 1 anno sono nel mondo della PMA. Sarò una pappamolle, certo, ma sono davvero stanca... mi sembra di lottare per nulla, corro per acchiappare un figlio che non si vuol fare acchiappare. A 32 anni mi aspettavo molto di diverso dalla vita. Mi aspettavo di avere già un paio di figli - lo dicevo sempre, a mio marito: li facciamo vicini, così si fanno compagnia. Sapevo bene quanto contano certe cose, io che ho quasi 10 anni di differenza da mio fratello - e una vita d'amore, con quel marito fantastico che mi ritrovo. Ho voluto troppo, forse? Eppure non ho mai voluto soldi, fama, successo... mi sono sempre impegnata molto, nello studio e nel lavoro, ho fatto volontariato, non ho mai esagerato, finendo negli eccessi, nemmeno da ragazza, quando è l'incoscienza a farla da padrone. Ho coltivato le mie piccole passioni, quello che mi rendeva felice, ho cercato di mantenere uno sguardo da bambina, per poter gioire delle piccole cose belle della vita. Eppure ora non riesco a gioire più di nulla, mi sembra di non poter più nemmeno amare, neanche quell'uomo fantastico che è mio marito. Se penso al futuro, mi vedo da sola, in un luogo lontano, via dalle domande, dalle pance delle amiche che crescono, e non capiscono perché mi sono dovuta allontanare, e mi danno della stramba, dell'egoista. Mi vedo alla ricerca di uno scopo, di nuovo, a più di 30 anni, come quando ne avevo 18 e non sapevo cosa ne sarebbe stato di me. Solo che allora avevo una vita davanti piena di possibilità, adesso vedo solo peso e dolore, e l'orologio che fa tic toc, e va avanti, e a me sembra di essere ferma.

Non so che senso abbia, scrivere qui. Uno sfogo? Sì, forse è solo quello. Risposte alle mie domande non ne arrivano mai, parole di incoraggiamento molto poche (e per quelle poche, ringrazio sempre!)... eppure c'è chi mi legge, e a chi mi legge mi sento solo di dare un consiglio. Leggete, informatevi... va bene. Poi però agite. Non aspettate, se vi trovate nella mia stessa situazione. Non credete a chi vi dice che "mese più o mese meno, non cambia niente". Non credete assolutamente a quei medici che vi diranno - oh, li troverete, lo so! Li abbiamo trovati tutte! - che no, a 28 anni non si può essere prossimi alla menopausa, che no, quel valore di FSH non significa nulla, che potete stare tranquille. Sono solo degli incompetenti, anche se si trovano in cliniche blasonate, anche se vi chiedono 150 euro a visita. E io ne ho trovati tanti, sia nel campo della ginecologia che dell'endocrinologia. Non fatevi spaventare dall'idea di rivolgervi a un centro per la fertilità, anche se siete giovani, magari ben lontane dall'idea di un figlio, perfino single. Io a 28 anni, al primo FSH alto, avevo anche chiamato un centro. Mi avevano parlato, telefonicamente, della possibilità di congelare gli ovociti. Terrore puro. Non l'ho fatto. Sarebbe servito? Non lo saprò mai, ma se tornassi indietro quella visita la farei. Mi avrebbero messo una paura folle, lo so, ma avrebbero avuto ragione. Forse avrei congelato, forse no, forse avrei guardato negli occhi quello che allora era solo un "ragazzo" fresco di incontro (e che oggi è il mio, purtroppo tristissimo, marito...), e gli avrei chiesto di fare la "pazzia" di avere un figlio, finché si era in tempo.

Se c'è una cosa che ha caratterizzato la mia storia, è la mancanza perenne di tempismo. Le ho sbagliate tutte, davvero. I sintomi c'erano, eppure li ho trascurati. Sì, è vero, i medici mi dicevano di stare tranquilla, e io li ho ascoltati. Eppure me lo sentivo, che stavano sbagliando. Avrei dovuto forzarmi a fare quella visita a un centro per la fertilità. E sì, lo dico: i miei genitori avrebbero dovuto insistere affinché la facessi, invece di dirmi che no, figurarsi, non era il caso. Avrebbero dovuto guidarmi, dall'alto della loro esperienza di vita, in questo percorso che mi terrorizzava, o almeno tenermi per mano. Avrei voluto sentirmi dire: chissenefrega delle tappe, chissenefrega di chi ci vorrebbe sposati, prima di aver figli, delle pressioni dei genitori... facciamolo, sto bambino facciamolo subito. Ma poi, certo, la responsabilità, alla fine, è mia. E con il peso di certi rimpianti dovrò conviverci per tutta la vita.

Vi mando un abbraccio... non ripetete i miei errori, se potete.