martedì 17 novembre 2015

Liste d'attesa

L'ospedale della mia città mi ha finalmente fatto sapere qualcosa riguardo i tempi d'attesa per un eventuale trattamento di PMA. Allora, ricapitolando: visita prenotata a FEBBRAIO, avvenuta lo scorso OTTOBRE. Lista d'attesa media per il trattamento: 1 anno. Alla prima visita chiedo se ci sono liste d'attesa abbreviate per i casi come il mio; mi dicono che dipende da caso a caso e che mi avrebbero fatto sapere.
Oggi finalmente mi contattano e mi dicono che no, non ci sono vie preferenziali per casi come il mio; hanno liste abbreviate solo per i casi di endometriosi grave o chi ha problematiche tumorali. Se una, come me, ha la sfiga di andare in menopausa precoce non per malattie o operazioni, si cucca un anno di lista d'attesa. "Però signora, io nella vostra posizione, sinceramente ve lo sconsiglio. Non potete aspettare tanto, cercate un ospedale con minori liste che vi prenda in carico". E snocciola una serie di ospedali di città limitrofe, a cui già avevo fatto riferimento a febbraio, e che mi avevano risposto dicendo che non prendevano in carico altri casi, avendo liste d'attesa di oltre un anno solo per la visita. Ok, dottoressa, ne sai meno di me... Grazie per averci provato, so che non è colpa tua, ma fa lo stesso...
Ma dico... che parametri sono quelli scelti da loro per le liste d'attesa? Non avrebbe più senso valutare caso per caso? Capisco che endometriosi gravi e altre malattie debbano avere la precedenza... ma perché non darla anche a chi, come me, a 32 anni rischia la menopausa precoce?
Stasera sono arrabbiata, perché qui mi sembra sempre tutto così difficile... non c'è nessuno che sappia aiutarti, orientarti, indicarti una strada, nemmeno chi lavora nel settore. Mi sento completamente abbandonata, e sto valutando sempre di più l'estero. Mi sento abbandonata anche dalla mia famiglia... oggi al telefono, mentre raccontavo a mia madre di questa assurdità delle liste d'attesa, di come abbia man mano perso fiducia, nel centro che mi ha seguita e che dovrebbe continuare a seguirmi, perché non mi ha consigliata bene (ne ho parlato qualche post fa), perché mi ha dato un protocollo senza senso, nel mio caso, e mi ha fatto sprecare un tentativo, e di come siamo tentati di rivolgerci da subito all'estero, lei mi ha liquidata con un "non penserete mica che andare in una clinica estera sia la panacea di tutti i mali, che vi garantisca un risultato? Credo che dobbiate mettere in conto che probabilmente non avrete mai figli". SBAM. Una travata in faccia assurda. Ero all'aperto, e per non scoppiare a piangere davanti a tutti, ho dovuto sbatterle giù il telefono e respirare a fondo... Ma come si fa a dire alla propria figlia, in questa situazione, una cosa del genere, in quel modo, per telefono? Lo so anche io che forse questo figlio non arriverà mai, è mesi che sento medici pessimisti dirmi di essere realista, che le possibilità sono pochissime. E io sono pessimista di natura... non c'è bisogno che si metta a infierire anche mia madre. So benissimo che l'estero non è una garanzia, ma se a me, per mille motivi, va di tentare, perché tu devi cazziarmi così? Se non hai parole di sostegno da dirmi, perché semplicemente non ti tieni per te i tuoi pensieri e mi liquidi, al massimo, con un "beh, valutate voi"...?
Poi ha provato a richiamarmi, ma non ce l'ho fatta a risponderle. Avevo paura di dire cose di cui mi sarei poi pentita... e poi ora non voglio parlare con nessuno. Vorrei solo andarmene lontano, non pensare a nulla per un po', non sentire gli sguardi curiosi della gente, quelle domande... vorrei non dover più dare spiegazioni a nessuno, sul perché quel giorno non posso lavorare, sul perché non posso accettare quel lavoro proprio a gennaio... vorrei diventare piccola piccola e sparire tra la folla. Essere lasciata in pace...

You forgot your grandmother’s scarf
As you walked away that day in the park
I watched you disappear into the city
Smaller and smaller you faded
That’s that

Say goodbye and don’t look back
So long to happy every after
You are my goodbye
Goodbye girl

(The Civil Wars - Goodbye girl)

giovedì 12 novembre 2015

L'epidemia delle pance

Non credo di essere l'unica, nel "fantastico" mondo dell'infertilità, a evitare in ogni modo qualsiasi occasione mi metta a contatto con coetanee (o più o meno tali) in gravidanza. E certo, si sa che quando cerchi di evitare una cosa, finisce che la noti più di quanto avresti fatto in tempi non sospetti. Tipo, se sei a dieta, ti rendi improvvisamente conto di quante gelaterie, quante pasticcerie ci siano nell'arco di 500 metri da casa tua. Ecco, credo che stia succedendo anche a me, ora, con le pance altrui. O forse è proprio che c'è una vera e propria epidemia di pance... non passa giorno senza che, su Facebook, compaia la foto di un'amica appanzata. Mistero dei misteri, finisce che vedo pure le foto delle amiche appanzate delle mie amiche, anche se non sono nel mio giro di contatti. Ogni volta che un'amica comunica la gravidanza, finisco con l'oscurare il suo profilo. Mica la cancello... ma non posso proprio reggere la fotocronaca delle ecografie, delle foto mensili con maglia alzata, per far vedere quanto cresce... Finirà che le troverò in giro col pupo e davanti alla mia faccia stranita (oddio, ha già partorito?) mi diranno "ma come, non lo sapevi? e sì che ho pubblicato ogni ecografia su Facebook!"... Che poi - e qui non è la freudiana invidia di panza a parlare... - tutta questa mania di condividere tutto sui social non la capisco, soprattutto un momento così intimo. Non dico certo di non pubblicare foto in gravidanza, assolutamente! Ma di non ostentare in quel modo... quello sì. E non vale ovviamente solo per la gravidanza... so tutto delle mie ex compagne del liceo che non vedo da 10 anni. So quanti figli hanno, se sono sposate, divorziate, risposate, che lavoro fanno, dove vanno in vacanza e a fare la spesa, quanto spendono in shopping in un pomeriggio... booooooh!
A volte penso che dovrei togliermi dai social. Mi fa soffrire, vedere la vita "perfetta" delle quasi mamme... mi fa sentire ancora di più che il tempo sta scorrendo, che qui siamo ancora in due. Però in qualche modo, avendo allontanato molte amicizie in carne ed ossa, a cui non ho voluto, non ho proprio potuto spiegare cosa stiamo vivendo, la vetrina di Facebook mi fa rimanere in contatto con il mondo esterno, per quanto in una versione ovattata e un po' "rielaborata". Penso che eliminare anche questo, mi porterebbe a esiliarmi davvero troppo. Fortuna che si può smettere di vedere i post degli amici... amiche appanzate, mi dispiace, ma ho proprio bisogno di oscurarvi... spero di potervi togliere dalla "censura" presto, perché sarò entrata nel vostro fantastico mondo, o perché avrò accettato il mio destino di "non-mamma" con serenità. Ma per ora, benedico la possibilità di oscurarvi, e di oscurare un pochino a me stessa questo immenso dolore.

sabato 7 novembre 2015

Come proteggere la propria fertilità

Ho trovato questo interessante articolo (in english, of course!), in cui si parla dei meccanismi che portano all'invecchiamento della riserva ovarica, di quali spie indicano che sta accadendo e di che cosa si può fare per rallentarlo. Molte informazioni mi erano già note, ma penso valga la pena condividere la conoscenza... Tra le cose consigliate, il massaggio addominale, che ossigena gli organi, e gli impacchi di olio di ricino (castor oil, in inglese, che nulla ha a che fare coi poveri castori!), due cose che sto sperimentando e che, oltre a fare bene (non avevo la pancia così piatta e sgonfia da anni!), sono pure piacevoli... Una volta tanto, qualcosa di rilassante in questo sfiancante cammino nell'infertilità!

Aggiungo l'abstract di uno studio che parla di come la melatonina, in quanto antiossidante, aiuti a migliorare la qualità ovocitaria e ad aumentare la percentuale di fertilizzazione. Si parla di 3mg al giorno, e vitamina E (600mg/giorno). La melatonina in realtà la assumo da un po', perché avevo letto che poteva far bene in questo senso, ma non sapevo nello specifico in che modo... quindi sono contenta di aver trovato lo studio che ne parla!

E' una "guerra"... bisogna mettere su un piccolo "esercito" di accorgimenti per non uscirne completamente sconfitte!

venerdì 6 novembre 2015

E se andassimo direttamente all'estero?

Sono reduce da un paio di giorni infernali, sono stata poco bene e in qualche modo ho dovuto portare avanti lo stesso il lavoro... Oggi sono sfatta, fortuna che è venerdì, anche se temo di dover lavorare anche nel fine settimana, per poter recuperare.

In questi giorni in cui mi sono dovuta concedere del riposo extra, ho bazzicato in parecchi forum sull'infertilità, e ho trovato un paio di casi simili al mio (scarsa riserva ovarica, addirittura una ragazza con scarsa riserva ovarica+problemi maschili, proprio come noi). Mi sono sentita meno "sola", meno "aliena" nella particolarità del mio problema... ma anche tanto triste e arrabbiata, perché i nostri percorsi sono, nella maggior parte dei casi, sovrapponibili. La ginecologa "standard" che per minimo un anno ti ripete di star tranquilla, che non c'è nulla che non vada, poi la "corsa" ai centri di fertilità, le mille telefonate per capire dove andare per non aspettare un anno solo per la prima visita, visto che le nostre ovaie hanno i giorni contati, gli spostamenti fuori regione. Analisi superficiali, la spinta, già da subito, verso l'eterologa, il pessimismo costante di chi ti segue, l'incapacità di seguirti e consigliarti perché sei un caso strano (e sì, col senno di poi, lo ammetto: sono molto arrabbiata con chi mi ha seguita per la prima ICSI, perché avrebbe dovuto consigliarmi di interrompere la stimolazione e di riprovare dopo qualche mese. Invece mi ha terrorizzata, dicendo che mai e poi mai mi avrebbero fatto riprovare e quindi bisognava giocarsi il tutto per tutto... salvo poi farmi dire da una collega che volevano farci riprovare, con un protocollo diverso. Solo che io intanto ho buttato via un tentativo dei 3 che la mia Regione mi passa).
Poi vai all'estero, e si apre un mondo completamente diverso. E non è solo perché si tratta di cliniche a pagamento (per noi, perché per i pazienti del loro Paese sono comprese nel SSN o comunque coperte da assicurazione)... è che sono appassionati del loro lavoro, ci credono, ti spronano, si fermano a pensare, a riflettere sul tuo caso, non ti fanno sentire abbandonata, né una povera pazza che non riesce a rassegnarsi all'evidenza. E poi hanno laboratori all'avanguardia, usano tutte le tecniche possibili adatte al caso (la PICSI, per esempio, nel nostro caso, visto il problema maschile, potrebbe essere utile. In Italia nessuno ce l'ha proposta, nemmeno nella clinica privata in cui abbiamo fatto una visita).
All'idea di riprendere, tra un paio di mesi, il pellegrinaggio di visite, monitoraggi, le alzatacce in treno per andare da chi mi ha trattata con così tanta superficialità, mi sento sinceramente male. Davvero. Infatti sto rimandando... avrei dovuto fare il tentativo questo mese, ma ho deciso di rimandarlo, in primis per consentire al massaggio Maya di fare il proprio lavoro, ma anche perché ho bisogno di raccogliere ancora un po' le forze, prima di affrontare tutto di nuovo.
Eppure, da un po' mi balena in testa questa idea: perché non andare direttamente all'estero, per il prossimo tentativo? Sì, c'è la questione economica, sì, c'è il fatto che dovrei trasferirmi per una decina di giorni almeno... però mi chiedo se abbia senso restare in Italia solo per una questione economica e di "comodità" (mica tanta poi, visto che mi sparo 200 Km solo per fare i monitoraggi), e non per una questione di FIDUCIA.

Sono in fase di riflessione, e avrei bisogno di parlarne con qualcuno, e il qualcuno "eletto" sarebbe ovviamente mio marito. Che in queste settimane, però, è super preso dal lavoro e fa orari indicibili... e poi so già che mi appoggerebbe in qualsiasi decisione, il che è molto molto bello, ma a volte "blocca" il dialogo. "Amore, e se andassimo all'estero?". Risposta: "Per me va benissimo!". "Amore, e se rimanessimo in Italia?". Risposta: "Come ti senti tu, amore". Ecco... in questo momento mi servirebbe un confronto più articolato... Vabbè, c'è tempo... ci rifletteremo su!

lunedì 2 novembre 2015

Scarsa riserva ovarica e problemi di circolazione utero-ovaie

Sto provando sulla mia pelle quali immensi problemi può comportare avere una cattiva circolazione nella zona pelvica. Ora sto lavorando, con buoni risultati, su questo aspetto, e nel frattempo mi sto documentando leggendo materiale per lo più in inglese. Poco fa mi sono imbattuta in questa discussione su un sito che amo molto frequentare, fertilethoughts.com. Lo bazzico da tempo, perché contiene molti topics sul problema dell'FSH alto/AMH basso in età in cui di solito si è fertili... e ci sono molte storie positive. 
Riassumendo, la ragazza che ha iniziato il post che ho condiviso, si è fatta questa teoria, e cioè che una scarsa riserva ovarica possa essere causata dallo scarso afflusso del sangue nelle ovaie, e porta a testimonianza uno studio fatto in questo senso. Ecco come esordisce nel post:

"High FSH is an all too common problem in women having difficulty conceiving, and not just in over 40 women. It is always treated by RE's as a fertility "death sentence". I have been told several times by two different RE's that I should consider donor eggs. My antral follicle count was also very low. (But I've been researching this topic a lot lately. And I have a new theory about the cause of premature ovarian failure (POF) or early menopause. Poor blood flow to the ovaries. Could it really be that simple? I think so. And here's why". 


Ovviamente questa non è la sola possibile causa di scarsa riserva ovarica, aggiungo io, ma è una delle possibili, che, in base alla mia esperienza e a quella di molte donne che raccontano la propria sui forum e sui propri blog, non è particolarmente indagata dai medici, di solito.