Sono reduce da un paio di giorni infernali, sono stata poco bene e in qualche modo ho dovuto portare avanti lo stesso il lavoro... Oggi sono sfatta, fortuna che è venerdì, anche se temo di dover lavorare anche nel fine settimana, per poter recuperare.
In questi giorni in cui mi sono dovuta concedere del riposo extra, ho bazzicato in parecchi forum sull'infertilità, e ho trovato un paio di casi simili al mio (scarsa riserva ovarica, addirittura una ragazza con scarsa riserva ovarica+problemi maschili, proprio come noi). Mi sono sentita meno "sola", meno "aliena" nella particolarità del mio problema... ma anche tanto triste e arrabbiata, perché i nostri percorsi sono, nella maggior parte dei casi, sovrapponibili. La ginecologa "standard" che per minimo un anno ti ripete di star tranquilla, che non c'è nulla che non vada, poi la "corsa" ai centri di fertilità, le mille telefonate per capire dove andare per non aspettare un anno solo per la prima visita, visto che le nostre ovaie hanno i giorni contati, gli spostamenti fuori regione. Analisi superficiali, la spinta, già da subito, verso l'eterologa, il pessimismo costante di chi ti segue, l'incapacità di seguirti e consigliarti perché sei un caso strano (e sì, col senno di poi, lo ammetto: sono molto arrabbiata con chi mi ha seguita per la prima ICSI, perché avrebbe dovuto consigliarmi di interrompere la stimolazione e di riprovare dopo qualche mese. Invece mi ha terrorizzata, dicendo che mai e poi mai mi avrebbero fatto riprovare e quindi bisognava giocarsi il tutto per tutto... salvo poi farmi dire da una collega che volevano farci riprovare, con un protocollo diverso. Solo che io intanto ho buttato via un tentativo dei 3 che la mia Regione mi passa).
Poi vai all'estero, e si apre un mondo completamente diverso. E non è solo perché si tratta di cliniche a pagamento (per noi, perché per i pazienti del loro Paese sono comprese nel SSN o comunque coperte da assicurazione)... è che sono appassionati del loro lavoro, ci credono, ti spronano, si fermano a pensare, a riflettere sul tuo caso, non ti fanno sentire abbandonata, né una povera pazza che non riesce a rassegnarsi all'evidenza. E poi hanno laboratori all'avanguardia, usano tutte le tecniche possibili adatte al caso (la PICSI, per esempio, nel nostro caso, visto il problema maschile, potrebbe essere utile. In Italia nessuno ce l'ha proposta, nemmeno nella clinica privata in cui abbiamo fatto una visita).
All'idea di riprendere, tra un paio di mesi, il pellegrinaggio di visite, monitoraggi, le alzatacce in treno per andare da chi mi ha trattata con così tanta superficialità, mi sento sinceramente male. Davvero. Infatti sto rimandando... avrei dovuto fare il tentativo questo mese, ma ho deciso di rimandarlo, in primis per consentire al massaggio Maya di fare il proprio lavoro, ma anche perché ho bisogno di raccogliere ancora un po' le forze, prima di affrontare tutto di nuovo.
Eppure, da un po' mi balena in testa questa idea: perché non andare direttamente all'estero, per il prossimo tentativo? Sì, c'è la questione economica, sì, c'è il fatto che dovrei trasferirmi per una decina di giorni almeno... però mi chiedo se abbia senso restare in Italia solo per una questione economica e di "comodità" (mica tanta poi, visto che mi sparo 200 Km solo per fare i monitoraggi), e non per una questione di FIDUCIA.
Sono in fase di riflessione, e avrei bisogno di parlarne con qualcuno, e il qualcuno "eletto" sarebbe ovviamente mio marito. Che in queste settimane, però, è super preso dal lavoro e fa orari indicibili... e poi so già che mi appoggerebbe in qualsiasi decisione, il che è molto molto bello, ma a volte "blocca" il dialogo. "Amore, e se andassimo all'estero?". Risposta: "Per me va benissimo!". "Amore, e se rimanessimo in Italia?". Risposta: "Come ti senti tu, amore". Ecco... in questo momento mi servirebbe un confronto più articolato... Vabbè, c'è tempo... ci rifletteremo su!
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