sabato 25 luglio 2015

Molto pick, poco up

Ieri è stato il gran giorno del pick up... in anticipo sull'orario concordato, siamo arrivati in ospedale, con un misto di ansia e di speranza. La procedura, in sé, è andata bene. Solo un po' di fastidio alla pancia nel post, ma niente altro da segnalare. I due follicoli c'erano ancora, ma solo uno è risultato abbastanza buono da essere fecondato. Tutta questa fatica - le corse in clinica, a un'ora e mezza di treno da casa, le analisi, le visite, le punture, le lacrime, le speranze prima accresciute e poi disattese... - per avere un solo follicolo. A breve, mi chiameranno per dirmi se si è fecondato, e a quel punto lunedì andremmo in clinica per il transfer.

Inutile dire che ho sperato che i due fossero entrambi buoni... la delusione è stata così grande, che nemmeno il pensiero del "poteva andare peggio, poteva non essercene nemmeno uno di buono" mi ha aiutata... e così il viaggio di ritorno verso casa è stato tutto un rimuginare, dentro di me, che senso abbia questo percorso nel mio caso... credo nessuno. E ora capisco i medici che mi hanno detto che oltre a questo tentativo, per quanto li riguarda, non ce ne saranno altri. Condivido questa idea, anche se mi fa soffrire. Non ne vale la pena, non nel mio caso.

Stanotte ho dormito, un po'. Non credevo di riuscire a farlo, con l'ansia dell'attesa che mi divora, ma ero stanchissima. E' stato però un sonno costellato di sogni davvero molto brutti e tristi. Nel primo, ho sognato che dalla clinica mi inviavano sulla mail un foglio con scritto che non avevano nemmeno tentato di fecondare l'ovetto perché avevano scoperto che sono portatrice di una malattia gravissima e che un mio eventuale figlio sarebbe morto in modo atroce a pochi mesi di vita. A quel punto mi sono svegliata di soprassalto... Poi mi sono riaddormentata, e ho fatto un altro sogno, in cui mia zia mi mandava un SMS con scritto "Adele se n'è andata". E io mi sforzavo di capire chi fosse questa Adele, e avevo timore di dirle che non sapevo a chi si riferisse. Di nuovo sveglia di soprassalto, e lì ho capito: Adele è il nome che vorrei dare alla mia bambina, un nome che si tramanda da generazioni nella nostra famiglia. Ad essersene andata, quindi, è la bambina che non ho mai avuto... e che probabilmente mai avrò.

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